Il medico di base anche per chi vive per strada. Attivo a Torino un protocollo operativo tra Istituzioni e diocesi

A Torino i clochard potranno usufruire del medico di base e di una assistenza sanitaria pubblica come tutti gli altri cittadini. È un passo in avanti significativo per una città che, nei mesi scorsi, era stata segnata da un travaglio importante proprio nei confronti delle persone senza fissa dimora che, ogni sera, si rifugiano sotto i lunghi portici del centro storico coperti alla bell’e meglio oppure si trovano qualche riparo d’occasione nei parchi e nelle periferie. Il cambio di passo di Torino si coglie almeno in due circostanze: l’assistenza sanitaria, appunto, e il delinearsi di una strategia diversa per offrire a chi vive per strada una sistemazione dignitosa almeno per la notte

Rozzano: agricoltura bio per dare speranza a giovani immigrati

Nella diocesi di Milano la povertà si combatte anche con le verdure biologiche e il lavoro nei campi: l’esempio della Cascina sant’Alberto a Rozzano. Zucchine, insalata, luppolo per produrre una birra artigianale. Nel progetto – che dà lavoro a una ventina di 20-22enni di origine straniera – convergono diverse realtà, compresa la Caritas e la diocesi ambrosiana