Coronavirus e crisi spettacoli. Fazi e La Ginestra: “Non è cambiato molto negli ultimi mesi. Tanti colleghi sono disperati”

Tra i settori più colpiti dall’emergenza sanitaria Covid-19 c’è sicuramente quello del teatro e degli spettacoli itineranti. A maggio, con tutte le riaperture anche i teatri hanno ripreso le proprie attività, molti all’aperto. Ciò ha permesso a molti operatori del settore di “tirare un po’ il fiato” e iniziare a programmare la stagione invernale. Una stagione, però, che di fatto non è mai partita e che rischia di mettere in ginocchio un settore già fortemente provato. Per capirne di più sullo stato attuale del teatro in Italia e su eventuali prospettive future, il Sir ha raggiunto telefonicamente la conduttrice e attrice Beatrice Fazi e l’attore e direttore del teatro “Sette” Michele La Ginestra.

“Vieni che ti insegno”. Un atto d’amore che unisce le generazioni

La premiazione delle opere vincitrici del concorso letterario Civitas Vitae, giunto quest’anno alla tredicesima edizione, si sarebbe dovuta svolgere il 30 maggio all’auditorium Pontello della Fondazione. Non è stato possibile e la cerimonia si è tenuta ugualmente grazie a una seguitissima diretta Facebook che ha coinvolto le diverse sedi dell’Opera Immacolata Concezione. «Ma la gioia di ritrovarci è la stessa e l’impegno di quanti hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa è lo stesso», ha sottolineato il direttore Fabio Toso. 

Pandemia, finire sommersi da tutto

Dal solito ginepraio di accuse, dubbi, polemiche, sospetti sul Covid che girano vorticosamente in rete, prodotte dalla prolifica “macchina del fango”, facciamo una semplice considerazione matematica: quanto ci costerà in termini di costi ambientali la prevenzione sanitaria?

Governare l’inatteso rendendo il digitale un ingrediente abituale della didattica

«L’emergenza ha "forzato" le pratiche degli insegnanti e dei dirigenti scolastici a considerare il cambiamento come una necessità inaggirabile. Questo, in particolare per le tecnologie digitali e i metodi didattici innovativi, ha significato la possibilità di trovare spazio tra le esperienze e di dar vita a delle sperimentazioni che in alcuni casi si sono segnalate per significatività ed efficacia. Qualcosa di simile hanno vissuto anche le Università». Di questo è convinto il presidente della Società italiana di ricerca sull’educazione mediale

Col covid c’è più voglia d’Europa

Secondo un sondaggio dell’Unione europea, svolto durante la seconda ondata di coronavirus e reso noto oggi, il 78% degli italiani chiede maggiori competenze a livello europeo e il 64% vorrebbe una maggiore capacità finanziaria. La percezione positiva dell’Unione è aumentata di undici punti rispetto alla scorsa primavera. In generale i cittadini europei vogliono un bilancio comunitario con mezzi sufficienti per affrontare la crisi e un’erogazione dei fondi legata al rispetto dello stato di diritto. Il 46% degli italiani intervistati dichiara che la pandemia ha già colpito il reddito personale.

Questione educativa e legge di bilancio. La nota sottoscritta da 70 associazioni

Usmi e Cism: «con legge di bilancio Parlamento intervenga su continuità servizio educativo offerto da istituti paritari. In prime bozze della manovra di bilancio non c’è quel cambio di passo necessario su questione educativa e pluralità offerta». E' quanto denuncia una nota sottoscritta da 70 associazioni, con primi firmatari l’Unione superiore maggiori d’Italia (Usmi) e la Conferenza italiana superiori maggiori (Cism), affinché nella legge di bilancio la parità scolastica diventi, concretamente, un nodo centrale per l’agenda delle emergenze.