Omani e paesi gera diversi: le campagne verdegiava larghe, e le strade de tera diventava “contrà” col nome de la fameja più vecia e importante che la abitava. De solito le contrà scominsiava apena fora da la piassa, le strade de tera portava diretamente verso n’altro paese a chilometri de distansa, caminando a serpentina, nel verde boschivo dei campi: i fossi parte par parte, che rancuràva l’acqua piovana.
Seconda puntata della serie di prime pagine in formato digitale della Difesa del popolo di cento anni fa. Nel numero del 16 agosto 1914 il settimanale diocesano propone, tra l’altro, un toccante trafiletto dedicato alle conseguenze della mobilitazione generale che in quei giorni tutte le nazioni belligeranti stavano concludendo e che coinvolge anche la vicina città di Trento.
Le manifestazioni promosse dall’ateneo patavino prevedono un convegno internazionale, l’anno prossimo, su “I paesaggi della guerra” e si concluderanno nel 2018 con un grande incontro in cui si spera di poter coinvolgere tutte le “città dell’armistizio” che hanno segnato il faticoso cammino compiuto per far tacere le armi.
Sull’altopiano di Folgaria, domenica 27 luglio, Paolo Fresu ha suonato “Il Silenzio” in memoria dei caduti della prima guerra mondiale. Le note uscite dalla sua tromba hanno attraversato i luoghi della sofferenza e della morte di uomini armati gli uni contro gli altri ma anche hanno mosso i loro passi sul “Sentiero della pace” che oggi si snoda tra le antiche fortificazioni militari.
Inizia la pubblicazione delle prime pagine in formato digitale della Difesa del popolo di cento anni fa. Nel numero del 9 agosto 1914 – il primo che offriamo ai nostri lettori appassionati – il settimanale diocesano dava conto dell'inizio delle ostilità e pubblicava in prima pagina le disposizioni del vescovo di Padova Luigi Pellizzo “Per la pace”.
Iniziano col numero di domenica 27 luglio le iniziative editoriali pensate dalla Difesa del popolo per ricordare la Grande guerra. A distanza di un secolo, sulle pagine di oggi ritroveremo articoli, reportage, cronache delle pagine di ieri, disponibili anche per l'acquisto in formato digitale.
Storie de paesi, de parochie, de paroci e capelani e de na gioventù catolica quasi scomparsa, in proporsion al tempo. Adesso, come tuti vede, ghe xe scarsità de preti, un tempo abondanti, co tanto de s-cèrega (tonsura) e tricorno, oltre al breviario, che i più moderni – se fa par dire – de quel tempo portava ridoto, come un libro tascabile ne la scarsela interna de la veste nera e co na sreja de botoni sul davanti, secondo l’altessa de la persona.
Prima de darghe el via a sto racontin d’altri tempi, che nasse dal diario de na vita, bisogna spiegare ai zoani che no la conosse, cossa che gera la buratara, ne le case de quel tempo.
Essendo questo el mese che, come multi sà, xe dedicà a la Madona, trovo anche el modo de rispondarghe a un par de letori che ga visto, a la fine de l’ano scorso in libreria, na publicassion romana de la Federazione italiana tradizioni popolari dedicata a papa Giovanni Paolo II, su le devossion più conossue riguardanti la Madona, nei vari dialetti di ogni regione italiana.