L’economia dopo il coronavirus

Città svuotate, stabilimenti chiusi o costretti a chiudere, famiglie segregate in casa per limitare i contagi. 

Lo scenario di questi giorni è inedito sotto tutti i punti di vista ma lo è anche da un punto di vista economico: le banche centrali sono in difficolt,  governi impacciati e i mercati isterici. 

Una tempesta perfetta? Forse, sicuramente l’avvio di una nuova epoca. 

Euro 2020, ora è ufficiale: slitta al 2021 per permettere di portare a termine campionati e Champions

Si giocherà dall'11 giugno, prima partita a Roma, all'11 luglio, finale a Londra, 2021, causa Coronavirus, ma almeno a porte aperte. Negli almanacchi sarà ricordato come Euro 2021, inevitabilmente riorganizzato per dare priorità ai campionati nazionali e alle coppe europee ancora in corso: l'ipotesi è giocate Serie A e altri tornei fino al 30 giugno, ma sono date molto incerte.  

Restiamo tutti a casa, sconfiggere il coronavirus tocca a noi e non ai divieti

Ci siamo: è iniziata l’ era della natura ammalata. Appena un paio di anni fa ancora non volevamo credere a una scienza che ci pareva fantascienza quando indicava che presto il clima alterato avrebbe colpito i nostri raccolti, sradicato foreste,  o devastato un porto in Liguria, e altrove avviato conflitti e migrazioni. E non ci siamo neanche accorti che la stessa scienza ammoniva sui forti pericoli sanitari causati dal degrado ambientale.

#LaScuolaNonSiFerma: le esperienze delle scuole sui social del Ministero

Una rubrica quotidiana sui social del Ministero con il racconto delle esperienze messe in campo dalle scuole. Facebook, Instagram e anche un canale Telegram con racconti e contenuti utili. Tante esperienze da raccontare, dai gemellaggi fra istituti per lo scambio di buone pratiche ai ragazzi di Vo' Euganeo che fanno lezione di coding insieme ai compagni di altre regioni, dai pc dati in comodato d'uso gratuito alle famiglie più bisognose alla radio della scuola. 

I sindacati dei pensionati: allarme per le case di riposo in Veneto

Sono una delle parti più fragili della popolazione e in questo momento di emergenza nazionale (e non solo) necessitano di un’attenzione che vada al di là della normale diligenza. Stiamo parlando degli oltre 30mila anziani veneti ricoverati nelle case di riposo, che in questo momento devono convivere con una situazione a dir poco drammatica: da una parte l’impossibilità di incontrare familiari e parenti, dall’altra la paura di un contagio e quindi di un focolaio improvviso che, in una struttura di questo tipo, potrebbe trasformarsi in vera e propria tragedia.