A fine ottobre si è svolta a Cali in Colombia la 16a Conferenza delle parti della Convenzione internazionale sulla biodiversità (COP 16) con l’assunzione di alcuni impegni significativi, ma senza un accordo sui punti principali, in particolare senza aver deliberato le modalità di finanziamento del Global biodiversity framework fund (Gbff) necessario per sostenere le iniziative per proteggere il 30 per cento degli oceani e il 30 per cento delle terre emerse.
Torniamo sulla mascotte ufficiale del Giubileo 2025, Luce, la piccola pellegrina in stile anime mostrata al Lucca Comics (di cui abbiamo parlato sul sito sabato scorso).
Non ci facciamo mancare nulla: dalle future Olimpiadi invernali di Cortina, alle piste da sci sintetiche in Altopiano, con le montagne sempre più a nostro uso e consumo. E per consumo s’intende quel turismo di massa che vede gli operatori del settore ancora più avidi in termini di numeri e guadagni.
La notizia, stringi-stringi, è che in 23 Comuni in Provincia di Treviso, nei 68 cimiteri gestiti dal Consiglio di Bacino Priula, da poco è attiva un’app per smartphone Android o iOs che consente di geolocalizzare le sepolture, ordinare a distanza fiori o pulizia delle tombe e persino accendere ceri virtuali. Il nome, poco fortunato, per questa applicazione già impiegata in varie parti d’Italia è “Aldilapp”, un gioco di parole che credevamo di non meritarci.
Genitori tormentati. Questo unisce due titoli nel decimo giorno della Festa del Cinema di Roma. Il primo è “Hey Joe” di Claudio Giovannesi: il legame padre-figlio in una girandola di rimorsi, silenzi e assunzioni di responsabilità tardive. Protagonisti James Franco e Francesco Di Napoli. Alla Festa di Roma è anche il giorno di “Small Things Like These” di Tim Mielants, un racconto che si muove sul tracciato del romanzo di Claire Keegan e che torna ad approfondire il dramma delle Case Magdalene in Irlanda. Protagonista il neo Premio Oscar Cillian Murphy. Il punto dalla Festa.
Il difficile mestiere di essere genitori. Ma anche di essere figli. Di questo ci parlano due titoli forti alla 19ª Festa del Cinema di Roma. Anzitutto “La casa degli sguardi”, opera prima di Luca Zingaretti che porta sullo schermo un testo di Daniele Mencarelli: un film dolente, intenso, marcato da tenerezza. In cartellone anche uno dei titoli più attesi di Alice nella città: “Il ragazzo dai pantaloni rosa” di Margherita Ferri, che racconta l’esistenza fragile di Andrea Spezzacatena, quindicenne suicida nel 2012 vittima di cyberbullismo. Infine, è il giorno anche della serie Netflix “La legge di Lida Poët 2” con Matilda De Angelis
Nei tornanti bui della vita. È lì che guardano i due film in cartellone alla 19a Festa del Cinema di Roma, nell’ottavo giorno di proiezioni. Anzitutto l’italiano “Mani nude”, opera seconda di Mauro Mancini dopo l’intenso esordio “Non odiare” (2020). Protagonisti Alessandro Gassmann e Francesco Gheghi, in un duetto che si muove sul confine tra vendetta e solidarietà, odio e perdono. Ancora, alla Festa di Roma arriva la Palma d’oro del 77° Festival di Cannes, lo statunitense “Anora” di Sean Baker, che rilegge la “favola” di “Pretty Woman” in chiave asciutta e grottesca. Film furbo e ruffiano, esplicito nella modalità di racconto, diretto in maniera convincente. Protagonista Mikey Madison. Il punto dalla Festa.