Uneba, organizzazione di categoria del settore sociosanitario, assistenziale ed educativo, ha lanciato un appello al governo Conte e ai governatori delle Regioni, chiedendo maggiore riconoscimento per il settore socio-sanitario. "Circa il 15% della spesa sanitaria in Italia riguarda il settore sociosanitario - ha dichiarato il presidente nazionale Franco Massi - Siamo un pilastro su cui si regge il welfare italiano. Chiediamo quindi che sia dedicata al settore il 15% dell'aumento delle risorse del Fondo Sanitario previsto dalla Legge di Bilancio 2020: quindi, su 2 miliardi di aumento, 300 milioni al sociosanitario".
Le cooperative di comunità sono un fenomeno ancora nuovo in molta parte d'Italia ma estremamente dinamico: cambiano forma, fisionomia diventando spesso l'unica azienda presente nei centri più piccoli della penisola.
Borghi isolati, incastonati nelle Dolomiti come Costa di San Nicolò di Comelico dove Alberi di Mango — una delle prime cooperative di questo tipo del Veneto — ha messo in piedi un bar ristorante che, in pochi mesi, è divenuto il cuore del paese.
Paolo Scaramuccia, responsabile del progetto cooperative di comunità di Legacoop, non usa mezzi termini: «Se vogliamo far sì che i territori non si spopolino, che i giovani rimangano nei paesi, dobbiamo trovare il modo di favorire queste realtà nell'ambito dell'ordinamento vigente».
Un territorio sempre più fragile e povero per colpa del consumo di suolo e il Veneto è la regione in cui si costruisce di più.Nelle aree urbane ad alta densità solo nel 2018 abbiamo perso 24 metri quadrati per ogni ettaro di area verde. Ma il consumo di suolo cresce anche nelle aree protette e nelle campagne: negli ultimi sei anni l'Italia ha perso superfici che erano in grado di produrre tre milioni di quintali di prodotti agricoli. L’incremento del consumo di suolo è un problema che riguarda prevalentemente le regioni del Nord (53,4%) e meno quelle del sud (20,6%). Veneto e Lombardia, da sole, incidono per il 30% sul dato nazionale di crescita di superfici urbanizzate.
Premiata anche la scuola Sacro Cuore dell'Istituto Sabinianum di Monselice al "Premio Brunacci – Monselice”, il concorso storico che promuove la storia padovana e veneta in collaborazione con l’università di Padova. Le premiazioni si sono tenute domenica 19 gennaio all’Auditorium dell'Istituto Kennedy e il Sabinianum sono giunti terzi classificati con il lavoro intitolato Le nostre famiglie raccontano. Diversi i temi del concorso indirizzato alle scuole, di ogni ordine e grado, ma anche alle tesi di laurea magistrali e alle pubblicazioni di contenuto storico riguardanti il padovano e la storia veneta. Obiettivo: sostenere in modo concreto la trasmissione del sapere e la conoscenza di storia, arte e tradizioni del territorio.
Dopo tre sconfitte consecutive e un rendimento sottotono da novembre, il Padova ha esonerato Salvatore Sullo e ha affidato la panchina fino a fine stagione ad Andrea Mandorlini. L'allenatore ravennate, che nel 2010 ha preso l'Hellas Verona nelle zone basse della Serie C ed è arrivato in Serie A, ritorna così a Padova dopo la breve esperienza del 2007. Lunedì 20 gennaio ha già diretto il primo allenamento, troverà suo figlio Matteo e l'islandese Hallfredsson: «Quando si attraversa un momento difficile, bisogna recuperare i ragazzi dal punto di vista mentale, ritrovare la felicità, poi pensare alla tattica»
Quarta edizione della campagna di informazione e sensibilizzazione “Tutti i colori del buio”, che ha la voce di Neri Marcorè. Oltre 8 milioni raccolti nel 2018, una delle principali forme di sostegno per le attività dell’associazione
Duro il giudizio del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, sul contributo umano ai cambiamenti climatici espresso in occasione della cerimonia per Lisbona capitale verde d'Europa per il 2020: «L’umanità sta combattendo una guerra suicida contro la natura che reagisce e risponde con uragani, incendi e gravi siccità in molte regioni del mondo» ma l'azione dell'uomo "distruggerà l’umanità e la possibilità di vivere sulla terra». Lisbona è stata valutata sulla base di dodici indicatori quali: l’attenuazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la mobilità urbana sostenibile, l’uso sostenibile del suolo, la presenza della natura e della biodiversità e la qualità dell’aria.
Nessuno oggi si preoccupa di riattivare il cosiddetto ascensore sociale, che come abbiamo potuto constatare nell’arco di quasi due secoli ha proprio nella scuola il suo propellente più importante. Ci si limita a fare il gesto dello struzzo, ovvero edulcorare i discorsi e la consapevolezza delle diseguaglianze crescenti. Che deve rimanere, per non disturbare il manovratore, un fatto statistico, e non curarsi nel concreto della vita delle nostre città e dei nostri quartieri. Salvo essere accettata come un dato fisso e inevitabile.