Nel Novecento i Paesi europei, ammalati di nazionalismo, sono andati alla guerra degli uni contro gli altri. Quanti dolori e quante vite perdute! Oggi siamo in un’altra stagione: la cultura del vivere per sé conduce all’egoismo nazionale e locale, all’assenza di visioni. Ma, a forza di vivere per sé, l’uomo muore; si spegne un Paese, una comunità, una nazione. E così l’Europa rischia il congedo dalla Storia. Ma il mondo ha bisogno dell’Europa, del suo umanesimo, della sua forza ragionevole, della sua capacità di mediazione e di dialogo, delle sue risorse, della sua intraprendenza economica, della sua cultura.
Una nuova intesa fra Regione Veneto, Ufficio scolastico regionale del Miur, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Dipartimento per la giustizia minorile del Nordest per assicurare a tutti i detenuti, adulti e minori, la possibilità di accedere, in qualsiasi momento dell’anno, ad un percorso scolastico o formativo e di conseguire un diploma. Perché istruzione e formazione sono strumenti di prevenzione e di reinserimento sociale
Ciao Darwin, "Terre Desolate". Un format che ha come tema l'uomo del futuro, al venir meno di ogni idea o speranza per il futuro, si risolve in un agglomerato di trash. Perché Ciao Darwin, da nazionalpopolare a nazionalpopulista, va sempre meglio al ridursi della qualità. Il mistero di Paolo Bonolis: un genio della Tv impegnato a scavare nei meandri più oscuri dell'animo della plebaglia.
Italia Longeva, la rete nazionale sull'invecchiamento e la longevità attiva, ha condotto un'indagine sull'assistenza domiciliare in Italia tra il 2017 e il 2018. Risulta che l'Italia è agli ultimi posti in Europa per le ore di assistenza domiciliare garantite agli anziani: si parla di 20 ore in media di assistenza l'anno, mentre in altri Paesi le stesse ore vengono erogate in un mese. Si registra inoltre una grave disparità tra una Regione e l'altra. E questo con conseguenze pensati anche sotto il profilo economico, per il carico che finisce col gravare sul sistema sanitario. I dati sono stati diffusi a Milano nell'ambito del convegno “La Babele dell’assistenza domiciliare in Italia: key player a confronto”.
«Sia dunque un così insigne santo ad esaudire i nostri voti e, come egli un tempo con la luce della civiltà cristiana riuscì a fugare le tenebre e a irradiare il dono della pace, così ora presieda, all'intera vita europea e con la sua intercessione la sviluppi e l'incrementi sempre più» . Così papa Paolo VI nella Pacis Nutius, la lettera apostolica datata 24 ottobre 1964 con cui «San Benedetto Abate viene proclamato patrono principale dell’intera Europa». San Benedetto viene celebrato il 21 marzo, giorno della sua morte.
Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea, propone di esporre la bandiera blu dell’Unione europea il 21 marzo, primo giorno di primavera dedicato a San Benedetto, patrono d’Europa. «Gli europeisti - ha spiegato alla stampa - avranno una occasione per avere la stessa bandiera, per essere visibilmente partecipi di un progetto».
Che ci fanno gli studenti dell’istituto Meucci-Fanoli di Cittadella nel Reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Camposampiero? Fanno arte, mettono in pratica ciò che stanno studiando a scuola e così, l’alternanza scuola-lavoro diventa un murales con mani che incitano un pettirosso a spiccare il volo, dopo averlo curato. È il lavoro realizzato dagli studenti nel corridoio d’ingresso della Rianimazione, un inno alla vita. E alla perseveranza. «Nel reparto dei pazienti critici – dice Domenico Scibetta, direttore Generale dell’Ulss 6 Euganea – pennellate di luce, fiducia e speranza».
A Bruxelles anche la Fidae al colloquio internazionale del Comitato europeo per l’insegnamento cattolico. Fra le riflessioni anche il compito della scuola cattolica in un contesto in cui, specie nelle grandi città europee, la società sta diventando sempre più multi-etnica e multi-religiosa.
Sebbene Padova storicamente sia una città con una presenza maggiore di soggetti anziani rispetto ai giovani, secondo l’indice di vecchiaia pubblicato dall'annuario statistico del Comune di Padova, il quartiere Nord è il secondo “meno vecchio” su cui pesa, in positivo, il dato relativo alle nascite, quasi il doppio rispetto zona centro. Più basso anche l’indice di mortalità. Una nota sui minorenni stranieri a Padova: dei 6.935 registrati all’anagrafe e che non hanno ancora compiuto 18 anni, ben 2.446 vivono nell’Arcella.