Come il Burán, il vento della Siberia che tutto ammanta di candida purezza, così il decreto fiscale ha steso la sua soffice coltre su oltre 5 milioni di contribuenti.
Un velo d'indifferenza che, in un sol colpo, ha cancellato qualcosa come 12 milioni di carichi pendenti verso l'erario, ascrivibili a bolli auto non pagati, tributi evasi e tasse locali bellamente ignorate nel primo decennio del duemila.
Grand Commis del provvedimento è il sottosegretario Massimo Bitonci, già presunta manina — a dar retta alle ricostruzioni del Corriere della Sera — dietro ad altri provvedimenti fiscali che tanti malumori hanno creato in seno al governo solo pochi mesi fa.
In un tempo eternamente connesso, in cui siamo chini sui nostri smartphone o abbiamo gli occhi incollati agli schermi dei nostri pc o tablet, torna all’inizio di questo nuovo anno l’invito ad alzare lo sguardo e a cercare il “volto” dell’altro.
Gli anziani, come i bambini, sono particolarmente sensibili ai cambiamenti climatici, alle basse come alle alte temperature. Il freddo intenso di questi giorni richiede qualche precauzione particolare per evitare conseguenze che potrebbero essere anche gravi. Lo ha spiegato all’Ansa Nicola Ferrara, professore ordinario Medicina Interna e Geriatria all'università Federico II di Napoli e presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria.
Accise, iva, bollo e pedaggi: l'automobile è sempre più un fardello per il contribuente.
Rimodulata la tassa sulla Panda, nella finanziaria 2019 rimangono un'imposta sui veicoli considerati inquinanti e un bonus per favorire l'acquisto di automobili ibride ed elettriche.
Nel mentre sono congelati per alcuni mesi gli aumenti dei pedaggi autostradali — ma non su tutte le tratte — e, fra le clausole di salvaguardia della manovra, compare anche un aumento delle accise sui carburanti per il 2020.
Dopo le missioni in Terra Santa e in Brasile nel 2018, l’anno nuovo si apre con una nuova avventura all’estero per il programma di informazione religiosa e culturale targato Rai e Conferenza episcopale italiana. A raccontarla in anteprima al Sir sono i responsabili Laura Misiti e padre Gianni Epifani
Raccolte ben 60mila firme a sostegno della proposta di legge popolare con cui si intende introdurre l’educazione alla cittadinanza come materia obbligatoria nelle scuole. Saranno consegnate venerdì 4 gennaio alle ore 12 alla Camera da una delegazione dell’Anci,composta tra gli altri dal sindaco di Firenze Dario Nardella e dal segretario generale dell’Anci Veronica Nicotra. Un risultato ottenuto grazie al sostegno fondamentale di sindaci, amministratori locali, editori dei giornali, professori e studenti. Una proposta di legge per formare cittadini consapevoli, appoggiata dalla rete di associazioni #ASCUOLADIEROI, il cui contributo è stato rilevante e che lo scorso ottobre ha lanciato l’omonima campagna di comunicazione. Tanti anche i comuni del Veneto che hanno aderito.
272.167 gli alunni con sostegno (il 3,1% del totale degli iscritti) a frequentare i corsi in 56.690 scuole sul territorio nazionale. Gli insegnanti per il sostegno sono circa 156mila (dato Miur), con un rapporto di 1,5 alunni per insegnante. Soltanto il 32% delle scuole risulta accessibile dal punto di vista delle barriere fisiche. Una scuola su quattro risulta carente di postazioni informatiche adattate alle esigenze degli alunni con sostegno. Circa il 5% delle famiglie di alunni con sostegno ha presentato negli anni un ricorso al Tar per ottenere l’aumento delle ore. Sono alcuni dei poco rassicuranti dati contenuti nel report “L’inclusione scolastica: accessibilità, qualità dell’offerta e caratteristiche degli alunni con sostegno”, diffuso dall’Istat e relativo all’anno scolastico 2017-2018.
La novità più grande è sicuramente la nascita del ministero per la famiglia e le disabilità, mentre con la legge di bilancio arrivano aumento di 100 milioni per il FNA e (a certe condizioni) pensione d'invalidità a 780 euro. Ma è soprattutto nella cultura che si fa strada la disabilità, imponendosi nei libri, al cinema, in tv e in passerella