Giovani: l’importanza delle abilità pratiche o trasversali, anche a scuola

Da un po’ di tempo a questa parte in ambito educativo e pedagogico si parla molto di soft skills. Chissà se i diretti interessati – i teenager, altrimenti detti "discenti"– sanno cosa sono le soft skills e perché perfino la scuola sta tentando di rivoluzionare il sistema di insegnamento dei saperi, cercando di porre in rilievo queste "abilità". L’espressione soft skills è di provenienza anglosassone e sta ad indicare tutte quelle abilità “pratiche” o trasversali che risultano vincenti per affrontare criticità scolastiche, lavorative ed esistenziale. In realtà molte sono di natura relazionale e puntano anche a stabilire un clima di benessere fra le persone. Si contrappongono alle cosiddette hard skills, che invece sarebbero le competenze specifiche nelle lingue, o nella matematica, o nelle arti, ad esempio.

Quattro chiacchiere con Anna Viel, presidente dei giovani industriali padovani

Mancano i tecnici, è questo il primo e forse principale problema che evidenzia Anna Viel, presidente dei giovani di Confindustria di Padova e Treviso.

La sfida del 4.0 si raccoglie solo con le professionalità giuste, e se mancano i diplomati tecnici e professionali si rischia di rimanere al palo.

Alternanza scuola lavoro e una politica coerente e costante sono la base per costruire lo sviluppo di domani, sempre se la burocrazia non mette i bastoni tra le ruote all'impresa.

Banche, tre motivi per cui è bene stressarle

Come si fa a capire se le banche sono solide? La domanda non è peregrina e, dopo la crisi del 2007, è diventata una domanda esistenziale.

Chi siamo, dove andiamo, chi garantisce il mio conto corrente? 

Per misurare, numerare, tastare la solidità del sistema creditizio e dei singoli istituti, l'Eba —l'Autorità bancaria europea — ha concepito una serie di parametri di valutazione come il Cet-1: più i punteggio è alto e più la banca ha un patrimonio solido.

Stabiliti i parametri di valutazione, per testarli fino in fondo bisogna immaginare condizioni al limite, ecco perciò gli stress test.

Arriva in classe il progetto “Il risparmio che fa Scuola”

Educazione finanziaria: arriva in classe il progetto "Il risparmio che fa Scuola" che coinvolgerà oltre un milione di studenti, 40mila insegnanti e 20mila scuole nell'arco di quattro anni. Una iniziativa promossa da Poste Italiane e Cassa depositi e prestiti con la collaborazione del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Oltre al progetto c'è anche un Protocollo di intesa, “Promozione della cultura e dei valori del risparmio nella formazione scolastica”. 

Più fondi per una cultura più accessibile in Europa

La delegazione della Commissione cultura del Parlamento europeo conclude oggi la sua visita di tre giorni a Roma. Più ambizione da parte degli Stati membri per il programma Europa Creativa, potenziamento dell’accessibilità e riconoscimento della Cultura non solo come difesa del patrimonio, ma anche come vettore attivo di sviluppo economico e sociale, di innovazione e di cittadinanza.

«Il mercato unico è una cosa straordinaria, ma non crea identità, la cultura e la sua molteplicità sono un collante per l’Europa e per i suoi cittadini». La cultura come risorsa simbolica, ma anche economica e sociale, è stata al centro della conferenza stampa conclusiva della visita di tre giorni a Roma della delegazione della Commissione Cultura del Parlamento europeo, guidata dalla socialdemocratica tedesca Petra Kammerevert.

Come sta l’economia? La disoccupazione è l’unica a crescere

Tre aspetti per analizzare la situazione italiana e veneta: lavoro, crescita ed esportazioni.Torna a crescere la disoccupazione in Italia: a settembre persi 34 mila posti di lavoro, soprattutto nella fascia d'età 25 - 49 anni. 

È tutta l'economia a segnare il passo, con una frenata generale dell'economia misurata anche dal ritorno alla crescita zero del Pil.

In Veneto la crescita è ancora alimentata dalle esportazioni, anche se si preannuncia in riduzione rispetto al 2017.