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Edilizia e Restauri | Edilizia & Restauri #05 2026

lunedì 13 Luglio 2026

Un “gemello” digitale riproduce il reliquiario del dito del Santo

Basilica del Santo. Geolander.it ha riprodotto con strumenti d’avanguardia una copia dettagliata del capolavoro trecentesco
Emanuele Cenghiaro

La tecnologia viene in aiuto all’arte: l’ultimo esempio, a Padova, è la realizzazione di un “gemello digitale” di un’opera di grande importanza artistica e devozionale, il reliquiario del dito di sant’Antonio, conservato nella cappella delle reliquie della basilica del Santo.
L’opera in questione, nota anche perché viene portata in processione durante la festa di Sant’Antonio, è in argento fuso, sbalzato, traforato, inciso, dorato e smaltato a traslucido. Non se ne conoscono l’autore e la data di esecuzione, ma era registrata già nel primo inventario dei beni mobili della basilica, nel 1396. Si tratta di un piccolo capolavoro il cui realismo, asciutto e intenso, dialoga con il linguaggio pittorico dell’ultimo terzo del Trecento padovano, intensamente narrativo: l’autore era ben a conoscenza degli ultimi sviluppi della pittura padovana dell’epoca, tra cui il ciclo di Altichiero da Zevio all’oratorio di San Giorgio, in piazza del Santo. Nel reliquiario Antonio appare emaciato ma forte, di imperiosa volontà, regge nella mano sinistra il libro della Sacra Scrittura e nella destra sembra spingere avanti il vero reliquiario, che ricorda una lanterna portatrice di luce, accostata alla Bibbia. Un manufatto che restituisce l’immagine di un Antonio potente e deciso a promulgare la Parola sacra.
In quanto oggetto liturgico, questo manufatto necessita di attenzioni particolari anche per promuoverne la visibilità. Grazie alle tecnologie avanzate dell’azienda Geolander.it, brand operativo di Gemmlab Srl, azienda veneta attiva nel campo della geomatica, con la supervisione del Museo Antoniano e dei francescani del Santo, ne è stato realizzato il “doppio virtuale”. Attraverso tecnologie di rilievo 3D ad alta risoluzione – come laser scanner e fotogrammetria – è stato possibile ottenere una replica digitale estremamente fedele dell’opera, rendendola esplorabile in ogni dettaglio.
Nella Basilica la tecnologia digitale non è nuova: era stata usata nel 2022 per l’oratorio di San Giorgio, di cui Geolander.it
aveva realizzato la duplicazione. Cuore dell’intervento è un metodo proprietario che unisce precisione, qualità dei dati e capacità di integrazione con sistemi digitali avanzati. Dati e “nuvole” di punti mappano ogni centimetro quadrato della superficie: non ne nasce una “replica”, ma uno strumento pensato per studiare e valorizzare il patrimonio culturale, rendendolo accessibile anche a distanza. La duplicazione digitale dell’opera permette, infatti, di fruire nel tempo i dati raccolti, mantenendo immutata l’identità originaria, e di “maneggiarla” virtualmente, ingrandirla, rovesciarla e ruotarla nello spazio, cosa che con l’originale sarebbe impossibile fare.
Ecco così messo a disposizione di devoti, turisti e studiosi uno strumento di valorizzazione straordinario: un’opportunità che toccherà presto anche agli altri reliquiari.

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