“Il rapporto con i veggenti non è consigliabile. Lo dicono gli stessi messaggi. Lo scopo di Medjugorje non è andare a trovare i veggenti, ma pregare Maria Regina della pace”.
Quindici anni fa, il 19 settembre, moriva don Ruggero Ruvoletto. Era a Manaus, in Brasile, inviato dalla Chiesa di Padova come missionario fidei donum.
Un’esperienza spirituale con “frutti positivi”, separata però dall’esperienza dei presunti veggenti, “i quali non sono più da percepire come mediatori centrali”. Così viene definito, nella Nota “La Regina della pace”, il fenomeno Medjugorje, “in mezzo al quale lo Spirito Santo opera tante cose belle e positive”.
“Dobbiamo nuovamente rimboccarci le maniche e muoverci insieme. Perché come abbiamo già sperimentato siamo tutti sulla stessa barca e questo ci aiuta a migliorare il nostro rapporto con l’ambiente e con la preghiera. L’azione solidale deve essere pensata e programmata senza perdere tempo, non appena la pioggia ci darà tregua”.
“Ci sono diverse situazioni critiche, soprattutto nel territorio di Faenza, colpito da numerosi allagamenti. Al momento non si hanno notizie certe sull’esondazione di fiumi o sul numero degli sfollati, ma si parla di mille persone”.
È emergenza maltempo in Emilia Romagna L'intera Regione è flagellata alluvioni ed esondazioni. La maggior parte delle scuole sono chiuse. L'allerta, inizialmente arancione, è stata innalzata a rossa e tale resterà almeno fino alla mezzanotte di oggi. Diverse le zone colpite, in particolare quella di Faenza, si legge sul sito del Corriere Cesenate in continuo aggiornamento, dove vengono di volta in volta riportate le notizie dai territori alluvionati.
“La situazione sembra diventare ogni ora più grave. Le autorità si danno da fare in modo significativo con interventi e comunicazioni di giorno e di notte a tutti i cittadini. Il timore è che per alcune zone si ripeta la tragedia dello scorso anno”.
I dati della sorveglianza “Passi d’Argento”, dell’Istituto Superiore di Sanità. Per il 16% nessun contatto con altre persone in una settimana normale; sempre in tema di socialità, il 20% prende però parte ad eventi sociali (come gite soggiorni organizzati o corsi di formazione)
È tempo di “ripartire da Cana” per la Diocesi di Padova. Dopo la solenne conclusione del Sinodo diocesano lo scorso febbraio e la pubblicazione della Lettera post-sinodale del vescovo Claudio dal titolo “Ripartiamo da Cana” ora inizia per la Chiesa di Padova il cammino di attuazione di quanto emerso dai tre anni di lavori sinodali e dalle indicazioni ulteriori dettate dal vescovo.