Olimpiadi 2024: i Paesi caraibici spiccano nell’atletica leggera. Mons. Malzaire (Castries) al Sir, “ Julien Alfred ambasciatrice per ogni giovane di Santa Lucia”

Piccoli puntini sulla carta geografica, ma popolati da atleti con la corsa nel sangue. Come in altre edizioni dei Giochi olimpici – e forse più che in qualsiasi altra occasione -, con l’arrivo nel programma di Parigi 2024 dell’atletica leggera, il medagliere ha iniziato a essere frequentato dai piccoli Paesi del Mar dei Caraibi. Al di là delle medaglie degli atleti giamaicani, da decenni presenza fissa ai piani alti dell’atletica leggera internazionale, spiccano i nomi di due campionesse: Thea Lafond della Dominica, vittoriosa nel salto triplo e prima medaglia d’oro, e soprattutto Julien Alfred, capace di regalare alla piccola isola di Santa Lucia la medaglia d’oro nella gara regina, i 100 metri, e l’argento nei 200 metri. 

Olimpiadi 2024. Mattei (Athletica Vaticana): “Tifo Amelio Castro Grueso, che ogni giorno impiega due ore per andare in carrozzina ad allenarsi”

Le caselle del medagliere, che iniziano a riempirsi, e l’atteggiamento virtuoso, con i fatti e con le parole di atlete ed atleti, sopiscono almeno in parte gli echi delle diverse polemiche che hanno segnato l’inizio dei Giochi Olimpici di Parigi 2024, rilanciando il messaggio di quella Carta olimpica ricordata anche nella promessa fatta prima che tutti inizino a gareggiare. Abbiamo incontrato Giampaolo Mattei, presidente dell'Athletica Vaticana, la “squadra del Papa”, per chiedere a lui alcune cose di sport

Bangladesh: stasera il giuramento di Yunus come capo di governo ad interim. Timori tra le minoranze

Il premio Nobel per la pace ed economista Muhammad Yunus, 84 anni, giurerà questa sera a Dhaka, come capo di governo ad interim del Bangladesh. Dopo le proteste degli studenti, la repressione con oltre 400 morti e la destituzione della premier Sheikh Hasina, al potere da 15 anni e ora fuggita in India, la popolazione del Bangladesh si avvia verso una nuova fase. Le minoranze - compresi circa 500.000 cristiani su 170 milioni di abitanti - sono in allerta. Sono infatti iniziati attacchi e atti di vandalismo contro gli indù. Una fonte al Sir auspica "un ristabilimento dell'ordine e della pace, essenziale, oltre che per non danneggiare ulteriormente persone e beni, anche per la ripresa economica"