Cresce il livello di scontro al confine tra Israele e Libano tra l'esercito israeliano e le milizie Hezbollah. Più di 80 attacchi aerei israeliani hanno colpito, alle prime ore di oggi, il sud e l'est del Libano. L'esercito israeliano avrebbe consigliato alla popolazione libanese di allontanarsi dagli obiettivi di Hezbollah. Ieri e l'altro ieri razzi erano caduti ad Haifa e nella valle di Izreel dove vivono circa due milioni di israeliani. Paura nei diversi luoghi santi dell'area come Cafarnao, Tabga, Magdala, le Beatitudini e Tiberiade. Le parole del vicario patriarcale per Israele: "Se cesserà la guerra a Gaza finiranno anche le ostilità anche al confine tra Israele e Libano". L'appello per la liberazione degli ostaggi israeliani a Gaza
“Parlare di pace, in questi tempi, può sembrare da sognatori. Per tanti popoli è tempo di guerra. Guerra che potrebbe allargarsi, mentre si parla dell’uso dell’arma atomica in Europa o altrove. Per decenni, la cultura della pace è stata un riferimento potente: ma come ha potuto volatilizzarsi?”.
Non arrendersi al “falso realismo della guerra, con la sua logica inarrestabile” e immaginare invece la pace che, ha spiegato il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, alla liturgia celebrata ieri dall’arcivescovo di Parigi Laurent Ulrich, nella chiesa di Saint Sulpice, con i partecipanti al convegno internazionale della Comunità di Sant’Egidio, significa “parlare, ascoltare, rispondere, dialogare senza confini con un impegno comune”.
Un dato preoccupante emerso in questa Giornata è che in generale sono sempre meno i medici e gli infermieri e ancor meno sono quelli disponibili per la cura di questi malati
La cittadina dell’Ohio da due settimane vive sotto i riflettori dei media, ma soprattutto sotto costanti minacce di attentati dopo che l’ex presidente Donald Trump e il suo compagno di corsa alla Casa Bianca, il senatore repubblicano JD Vance, hanno cominciato ad amplificare una falsa notizia che accusa gli immigrati haitiani di mangiare i gatti e i cani dei residenti autoctoni. Questo ha scatenato un’ondata di violenza, di sospetto e di minacce che ha reso in costante emergenza un centro di appena 50.000 abitanti. Le prese di posizione di governatore e Conferenza episcopale cattolica
Myanmar in ginocchio per i danni del tifone Yagi. Il numero degli sfollati supera i 320.000, secondo gli ultimi dati ufficiali, ma si teme che i dati reali siano ben più drammatici, tenuto conto delle difficoltà riscontrate dalle autorità nel raccogliere informazioni dai territori colpiti. La testimonianza di Fabrizio Consorti, presidente di Opam, l’Opera di Promozione della Alfabetizzazione nel Mondo: “Le zone in cui noi interveniamo sono in montagna e nella foresta nell’Est del Paese, nello Shan e a Loikaw. Paradossalmente la foresta e le zone di montagna hanno protetto la popolazione. Questo però non significa che una pioggia tropicale torrenziale in una situazione in cui già sei baraccato e oltre tutto ti bombardano le baracche, non comporti una situazione di forte disagio”