Lettino e ombrellone, vacanza (quasi) assicurata. In attesa di capire se i prezzi saliranno, cambia la gestione dei lidi, assieme alle esigenze costose dei turisti. Concessioni balneari Da anni l’Italia rinvia l’applicazione della direttiva europea Bolkestein, ma in Veneto, il Comune di Jesolo ha preso di petto la questione: l’estate 2024 sarà “nuova” sotto diversi aspetti
Il 10 giugno 2014 lo Stato islamico istituiva il califfato a Mosul, in Iraq: migliaia di cristiani furono costretti a scappare. Ancora oggi, in molti non sono rientrati. Padre Jalal Yako: «Permane l’instabilità, ma i cristiani in Iraq soffrono da decenni: dal 2003, con la caduta di Saddam Hussein, al 2014, i fedeli sono diminuiti da 1,5 milioni a 250 mila persone»
Mentre questo numero della Difesa si diffonde, nelle case, nelle parrocchie e nelle edicole 526.317 studenti italiani stanno affrontando quello che tutti ancora chiamano “esame di maturità”. A loro la nostra vicinanza, l’augurio di attraversare questa prova con il massimo della consapevolezza per uscirne cambiati, “maturi” appunto, come in un rito di iniziazione che – complice anche la vicinanza con il passaggio alla maggiore età – faccia di loro dei giovani cittadini a tutto tondo.
L’ Italia, in quanto (anche) componente dell’Unione Europea, non ha alcun motivo sociale e nessuna esigenza politica a cancellare la propria consolidata unità.
Il 19 giugno prende il via con il compito di italiano l'esame di Stato per oltre 500mila studenti. Pura formalità? "No, rappresenta la prima vera prova cui i ragazzi si sottopongono", afferma lo scrittore e insegnante romano. Le tracce dei temi, spiega, "non sono importanti"; ciò che conta è il contributo originale di ogni studente perché "la scrittura resta lo strumento espressivo più importante per valutare la maturità di un giovane". Ai docenti, durante il colloquio, Affinati chiede "uno sguardo amorevole e comprensivo", che "non significa meno esigente e rigoroso"
“Specializzatevi: non smettete di imparare e di essere curiosi. Costruite un mondo in cui il bello ed il buono siano padroni, lontani dalla schiavitù di guerre e immoralità, dalle torture che sappiamo infliggere ai nostri tempi”: lo ha detto mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e presidente della Conferenza Episcopale Siciliana (Cesi) rivolgendosi agli oltre 46 mila giovani studenti siciliani che domani affronteranno la prima prova della Maturità.