“Oltre le passioni tristi. Credenti che contagiano speranza”. Questo il titolo che accompagna quest’anno il Messaggio della Cei per la 35ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che si celebrerà il 17 gennaio 2024, come sempre alla vigilia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.
Si tratta di “uno dei testi profetici più ricchi di pathos e particolarmente significativo per rappresentare in modo emblematico sia il pensiero ebraico riguardo all’attesa della rinascita nazionale e spirituale del popolo d’Israele, che non è venuta meno malgrado le sventure e le sofferenze dell’esilio, sia la fede nella resurrezione dei morti, nel tempo della redenzione messianica”.
“Chi pianifica e diffonde socialmente il male sa che, abituando i bambini ai simboli e ai contenuti del linguaggio esoterico e occultista, quando gli stessi diventeranno ragazzi e adulti si avvicineranno in modo naturale, con familiarità, all’occultismo, visto dai collaboratori del diavolo come un’alternativa da contrapporre al Cristianesimo per le nuove generazioni”.
Ritrovarsi insieme, pregare insieme, ascoltare insieme la parola di Dio e ascoltarci gli uni gli altri è servito a riscoprire ciò che ci unisce in Cristo per essere, camminando insieme, la terra buona dove il seme possa crescere; a testimoniare che un altro modo di stare insieme è possibile; a valorizzare sempre, popolo di Dio unito dal battesimo, ciò che ci unisce e mai ciò che ci divide...
Il tema che pericolosamente riemerge è la preoccupante mancanza di senso della realtà che la lunga esposizione alla rete determina soprattutto nei giovanissimi.
I modelli culturali che sembrano prevalere nella nostra società fanno di competizione e talvolta di sopraffazione luoghi comuni che finiscono per essere accettati