Attacco a Israele. Patton (custode Terra Santa): “Non è una reazione ad una passeggiata sulla Spianata delle Moschee”

Santuari e luoghi santi aperti per garantire ai pellegrini ancora rimasti in Terra Santa di "condurre la loro esperienza spirituale nel migliore dei modi", ma anche un invito alla prudenza, alla moderazione e alla preghiera. Dopo l'attacco di Hamas a Israele, a parlare è il Custode di Terra Santa, Francesco Patton: "Quanto è accaduto non è una reazione ad una passeggiata sulla Spianata delle Moschee ma è qualcosa di altamente organizzato"

Marco Paolini e “Vajonts23”: sessant’anni dopo la tragedia in scena un nuovo racconto corale

Quella sera, il 9 ottobre 1997, da un sito decisamente improprio per uno spettacolo teatrale, nei pressi della diga del disastro del Vajont, nel versante riempito dalla frana, Marco Paolini squarciò un velo. Davanti ad un pubblico che si riparava dal freddo, in diretta su Raidue, rappresentò “Il racconto del Vajont”, conosciuto anche come “Vajont 9 ottobre '63 - Orazione civile”, il monologo teatrale che aveva lanciato nel 1993, a trent’anni dalla caduta di quella frana che aveva davanti. Con l’aiuto di una lavagna spiegò, finalmente, agli italiani la storia del Vajont, quali furono le omissioni, le forzature, le bugie e le responsabilità che generarono quella disgrazia. Un evento che ridiede dignità e fiducia ai cittadini e alle comunità colpite, stravolte

Allerta nelle sinagoghe italiane. Di Segni (Ucei): “La vita va avanti, non ci piegheremo al terrore”

“Siamo sconvolti, scioccati. Siamo devastati, sfiniti dalle immagini che vediamo. Uno shock totale, per tutti i massacri perpetrati ai civili e per tutti i civili deportati a Gaza. Abbiamo visto cose orribili, decine e decine di neonati, ragazzi donne e anziani, usati come scudi e trofei umani. Terrificante”. E’ Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche in Italia (Ucei), a farsi portavoce in questa intervista al Sir del sentire del popolo ebraico in Italia

Attacco a Israele: Romanelli (parroco) la vita della piccola comunità cattolica sotto i razzi e le bombe, “ogni giorno il Rosario per la pace”

Da quando Hamas ha lanciato il suo attacco in grande scala contro Israele, la piccola comunità cattolica della Striscia di Gaza, solo 100 battezzati circa, su due milioni di abitanti islamici, si riunisce ogni giorno pregare il Rosario per la pace, ha aperto le sue porte alle famiglie senza casa e offre momenti di serenità ai bambini della comunità. La testimonianza del parroco, padre Romanelli, bloccato a Betlemme, ma in costante contatto con i suoi fedeli.