In un periodo nel quale le notizie di cronaca sovente riportano al centro dell’attenzione il rapporto di bambini e ragazzi con il mondo dei media, in molti si pongono l’interrogativo se va tutto bene o se ci fosse almeno da iniziare a preoccuparsi di questa situazione che, dopo la pandemia di Covid-19, ha registrato un’impennata di situazioni gravi che sembrano palesare una problematica. Il punto di vista di Mihaela Gavrila e Massimiliano Padula, autori del libro “Il futuro al centro – Bambini e adoloscenti nella scena mediale contemporanea”
Si tratta della prima volta in cui è possibile sintetizzare il suono delle parole e le espressioni del volto partendo direttamente dall'attività cerebrale.
L’immagine più chiara di quanto sta accadendo è forse quella fornita da Coldiretti: cresce la spesa per acquistare il cibo, ma il carrello della spesa si fa sempre più striminzito.
Lo Stato italiano fatica a incassare le imposte dirette (quelle che gravano sui redditi) e quindi si rifà su quelle indirette: impossibili da evadere o eludere.
Il direttore di Caritas Italiana chiede un confronto a tutto campo con governo, regioni, comuni e terzo settore impegnato nell’accoglienza: “Serve un modello diverso di accoglienza e integrazione”
“Da ieri si è alzato il vento e sono diminuiti gli arrivi. Nei giorni precedenti, però, sono arrivate a Lampedusa oltre 4mila persone: 65 approdi venerdì e 50 sabato. Invece di parlare di numeri da record e di hotspot al collasso, dovremmo capire che queste persone non ricevono un’accoglienza degna, arrivando provate da un viaggio che sono costrette a intraprendere per mancanza di vie sicure di migrazioni”.
Occupa ancora le prime pagine dei quotidiani britannici e i siti la chiatta-caserma “Bibby Stockholm”, ormeggiata nel porto di Portland, attrezzata come centro di detenzione, 222 stanze che dovrebbero ospitare, nei prossimi mesi, oltre 500 richiedenti asilo, in attesa che i giudici decidano della loro richiesta.
Un milione e mezzo di giovani da tutto il mondo tre settimane fa si ritrovava nella capitale Lusitana richiamati dalla Chiesa, in silenzio davanti all’Eucaristia. Un fatto per nulla scontato, dopo il periodo del Covid, a sette anni da Cracovia. La sfida per la Chiesa sinodale è oggi come mettere a frutto per la vita di chi ha partecipato tutto il capitale di spiritualità e di relazioni concentrate nell’evento. Un’opportunità per i 1.200 giovani padovani presenti, ma anche per gli adulti
L’adorazione eucaristica durante la veglia ha toccato in profondità gli animi dei giovani. Un momento molto forte, a tratti inaspettato, favorito dall’atmosfera