Teresa di Lisieux: una rosa consumata dall’amore di Dio per arrivare a tutti

Scrive padre Eugenio Maria, carmelitano: “Ad ogni svolta della storia, lo Spirito Santo pone una guida, ad ogni civiltà che inizia, dà un maestro incaricato di dispensare la sua luce. Alle soglie di questo mondo nuovo che s’annuncia, Dio ha posto Teresa di Gesù Bambino”. Nella nostra svolta Francesco scriverà e ci spiegherà perché oggi dobbiamo guardare a lei per passare da un regime di giustizia ad un desiderio ardente di assoluto e integro Amore

Papa Francesco: Premio “è Giornalismo”, col Sinodo “vogliamo costruire la Chiesa dove tutti si sentano a casa”. “Raccontare questo processo fuori da slogan”

“Capisco benissimo che parlare di ‘Sinodo sulla sinodalità’ può sembrare qualcosa di astruso, autoreferenziale, eccessivamente tecnico, poco interessante per il grande pubblico. Ma ciò che è accaduto nell’anno appena passato, che proseguirà con il momento assembleare del prossimo ottobre e poi con la seconda tappa del Sinodo 2024, è qualcosa di veramente importante per la Chiesa”. 

Azione cattolica: card. Zuppi, “l’umiltà non è mediocrità, ricostruire la comunità dalle piccole cose”

“Dobbiamo imparare a ‘spigolare’, a non sentirci inutilmente preziosi, tanto da non guardare agli umili. Da lì dobbiamo ripartire, da chi sembra non avere valore. La comunità che custodisce i piccoli, la comunità dove i membri si prendono cura gli uni degli altri, è il luogo della presenza del Risorto. Il Signore infatti ci costringe a guardare quel ragazzo, quella ragazza e a iniziare da lui, a prendersi cura di lui. Dobbiamo essere ‘spigolatori’, uomini e donne che partono dalle cose piccole e da quel particolare ricostruiamo la comunità”. 

Stupro di gruppo a Palermo. Pellai: “Educare i ragazzi ad essere non ‘veri uomini’, ma uomini veri”

Oggi assistiamo ad un “deserto educativo, in particolare nei confronti dei nostri figli maschi, privi di accompagnamento nel percorso di maturazione emotiva, affettiva, sentimentale e sessuale”, a fronte di un modello maschile “predatorio” sostenuto dal dilagare del porno anche tra i giovanissimi. È l’allarme lanciato in questa intervista dallo psicoterapeuta e scrittore

Perché Palermo non è “la città dello stupro”!

La città ha tanti problemi, ma è anche un centro di grande civiltà, per la sua storia e per le sue tante risorse di umanità e di cultura, che emergono soprattutto nei momenti difficili. Come in questo, che ha visto un corteo che ha sfilato per il centro storico per gridare la sua protesta e testimoniare la sua solidarietà alle vittime. Unendo le loro forze speriamo che tutti gli italiani, siano di Palermo, di Firenze o di Milano, riescano a sconfiggere non solo gli effetti, ma le cause della cultura della violenza sulle donne