Un terremoto, di magnitudo 7,8 sulla scala Richter, ha colpito questa mattina alle 4.17 ora locale (le 2.17 in Italia) la Turchia meridionale e il centro e nord-ovest della Siria. Si registrano enormi danni ovunque nelle zone colpite il bilancio provvisorio parla di centinaia di morti e feriti nei due Paesi. Le prime testimonianze dalla Siria
“La cattedrale di Iskenderun è andata del tutto distrutta, crollata. L’episcopio è totalmente inagibile ma grazie a Dio non ci sono morti. Purtroppo si registrano centinaia di vittime a Gaziantep, Kahramanmaras e nella zona di Antiochia”.
“Tutto il mondo è in guerra, e in autodistruzione”. A ribadirlo è stato il Papa, nella conferenza stampa sul volo di ritorno dal Sud Sudan, tenuta – per la prima volta – insieme all’arcivescovo di Canterbury e primate della Chiesa anglicana, Justin Welby, e al moderatore della Chiesa di Scozia, Iain Greenshields.
Si è concluso a Roma l'incontro tra leader di 79 movimenti e associazioni cristiane con un'alleanza. Definito un programma di impegno comune per portare l'annuncio di Cristo nel mondo
La Conferenza Episcopale Italiana ha deciso lo stanziamento di 500mila euro dai fondi otto per mille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, come prima forma di aiuto alle vittime del violento terremoto che ha devastato la Turchia e la Siria.
“Non si registra nessun danno all’edificio della Nunziatura. Domani mi recherò ad Aleppo per verificare la situazione”: così al Sir il nunzio apostolico in Siria, card. Mario Zenari, dopo il terremoto di questa mattina in Turchia e Siria.
Paesi potenzialmente ricchissimi (il Congo, tutto il Nord Africa, il Sudafrica, l’Angola e il Mozambico…) vivono in condizioni miserevoli, con la stragrande parte della popolazione in condizioni di sussistenza.