I nostri adolescenti, lasciati troppo a lungo a “intrattenersi” con la “morte virtuale”, magari pensano di gestire quella “reale” digitando i tasti giusti o sfilando dalla manica la mossa più veloce?
Il busto bronzeo di don Angelo Pelà (1873-1918), fondatore del patronato Redentore, torna al suo posto sull’alta colonna di trachite davanti alla facciata, dopo un accurato restauro di pulitura e conservazione eseguito dalla ditta Arlango e sostenuto da Banca Prealpi, che ne restituisce tutta la viva forza espressiva, frutto dell’opera dello scultore Gino Vascon, vissuto ad Este nella prima metà del Novecento.
Chi, fino al 29 gennaio, visiterà il Museo diocesano di Milano, avrà modo di vedere un vero e proprio capolavoro: la predella della pala Oddi di Raffaello.
Tante volte abbiamo bisogno di una parola dall’alto che ridimensioni l'aggressività, il desiderio di primeggiare, la superbia di sentirsi migliori e più forti degli altri.
“Nelle ‘ripartenze’ di Giorgio Paolucci troverete tutto quello che l’uomo incontra nella sua vita, le vicende liete e quelle tragiche, quelle personali e quelle che riguardano famiglie, popoli interi. In ognuna di queste Polaroid, citata o meno, si scorge sempre una presenza. La presenza della dismisura. Della mancanza di cui a un certo punto ci sentiamo pieni, per parafrasare Mario Luzi. Dio non si lascia prendere, ma in queste ripartenze esiste un fatto, un dato incontrovertibile. Nella vita di ognuno di noi, almeno per un secondo, compare non il volto, ma la mano che ci prende e ci mette su una via fatta di salvezza. Sta a noi, poi, percorrerla o meno. Il Suo amore si compie nella nostra libertà”. Lo scrive Daniele Mencarelli, nella prefazione al libro “Cento ripartenze. Quando la vita ricomincia”
Nel Paese purtroppo nelle ultime settimane arrivano sempre meno aiuti umanitari, nonostante la popolazione inizi a fare i conti con l’arrivo dell’inverno. “Noi non ci siamo abituati alla guerra. Non riusciamo a restare indifferenti di fronte alle sofferenze di chi sopravvive sotto ai continui bombardamenti”. A dirlo è Alberto Gatto, il presidente dell’associazione "Incontro", una delle più attive a Villa Guardia, in provincia di Como, nella raccolta di aiuti umanitari da spedire in Ucraina