“La Fabrica dei corpi”: al teatro Verdi di Padova, uno spettacolo sul padre dell’anatomia

Nell’ambito del palinsesto degli eventi celebrativi per gli 800 anni dell’Università di Padova, martedì 22 novembre (ore 20.30, Teatro Verdi di Padova) debutta “La Fabrica dei corpi”. Spettacolo ideato da Top Teatri Off Padova, frutto di un lavoro artistico su più fronti, incentrato sulla figura di Vesalio, studioso dell'Università di Padova e ritenuto il “padre dell’anatomia”. 

Minori, in Piemonte “Allontanamento zero” è legge. Le critiche: “Il mondo degli adulti ha avuto la meglio”

Dopo tre anni di discussione è stato approvato il ddl su interventi a sostegno della genitorialità e norme per la prevenzione degli allontanamenti. Gli assistenti sociali: “Attenti ai rischi! E’ una legge sulla quale porre la massima attenzione”. Il Ciai: “La vera emergenza è il numero di bambini ad alto rischio che non vengono allontanati”. Ma l’assessore Chiara Caucino ha così accompagnato la norma: “Mai più bambini che urlano e piangono”

Don Dorosz (direttore Caritas latina di Leopoli): “Voi capite il nostro dolore per la guerra”

"Il Vangelo dice che c’è più gioia nel donare che nel ricevere. Io vi dico che per noi è molto importante ricevere. Qua, in Ucraina, non abbiamo più nulla". L’ha detto con forza, e anche con tanta gratitudine, don Wieslaw Dorosz, il direttore della Caritas latina di Leopoli, ai volontari della Misericordia Valle del Savio e di quella di Sarsina. L’incontro si è svolto domenica scorsa al centro di smistamento degli aiuti umanitari. Il magazzino di stoccaggio è operativo a Lezajsk, in Polonia, a pochi chilometri dal confine con il Paese invaso dalla Russia il 24 febbraio di quest’anno.

Tragedia di Assago. Pollo: “Aiutare le persone a uscire dal tunnel dell’isolamento, del risentimento e delle ‘malattie dell’anima’”

“Occorre progettare una società che metta al centro il bisogno delle persone più deboli e fragili, sapendo che la qualità di vita di un gruppo sociale dipende dalla qualità di vita degli ultimi, dei più deboli, fragili ed emarginati, perché la qualità della vita di un intero sistema è dato da chi sta più in basso. Prendersi cura degli ultimi è un atto di benevolenza non solo verso chi è in difficoltà, ma anche verso se stessi”, spiega l’antropologo dell’educazione