Sono 600 mila le famiglie in situazioni di vulnerabilità allo scoppio della guerra. Sos Villaggi dei Bambini ha trasferito dalla frontiera orientale i bambini e i nuclei familiari sostenuti, “ma la situazione diventa ogni ora più drammatica”
Questa settimana, due petizioni internazionali lanciate su Change.org per opporsi alla guerra: la prima è stata lanciata in Russia dall’attivista per i diritti umani Lev Aleksandrovich Ponomaryov e in poco più di 24 ore ha raccolto l’adesione di quasi 500 mila cittadini. La seconda petizione più firmata, con 340 mila firme da Italia, Germania, Francia, Turchia e Spagna e Indonesia, è stata invece lanciata dalla “Tavola della Pace”
Con la Missione di Speranza e Carità risponde all'appello di Papa Francesco "per far terminare la guerra in Ucraina". Il missionario laico dal 7 febbraio ha iniziato un digiuno radicale e dal 9 luglio dello scorso anno si è ritirato in eremitaggio
Le sanzioni economiche sono l'ultimo tentativo di fermare uno scontro militare. Devono essere efficaci per ridurre alla ragione Paesi che non rispettano confini o diritti. Devono essere più che mirate per non indebolire le popolazioni dei paesi colpiti, spesso già in difficoltà in regimi non democratici e con una spesa squilibrata verso le armi o a vantaggio delle oligarchie
Il racconto degli scontri e dei bombardamenti vissuti dalla stazione centrale della metropolitana di Kiev diventata un rifugio anti-aereo. La città è completamente vuota. Non si vede più nessuno per le strade. La stragrande maggioranza si è diretta verso la parte occidentale del Paese, a Leopoli. Ma non c’è scampo da nessuna parte. “Tutta la vita di un Paese sembra andare in fumo”, racconta al Sir il gesuita Andriy Zelinskyy. Molto criticata la decisione di non escludere, per il momento, la Russia dal sistema di pagamenti internazionale Swift. “Dei valori si può parlare tanto a livello globale ma purtroppo stanno vincendo gli interessi a scapito delle vite umane”
Oggi, a Norcia, tra le macerie della basilica di San Benedetto, una delle icone del sisma del 2016, viene accesa, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la Fiaccola benedettina "Pro Pace et Europa Una". Un messaggio di pace e di unità che arriva a breve distanza dall'attacco russo all'Ucraina. Il Sir ha posto alcune domande al Sindaco di Norcia, Nicola Alemanno
“Ieri si è abbattuta sull’Europa una nuova tragedia, con violenza e non su un solo Paese ma sull’intera Europa mettendo in pericolo pace e libertà. Non riguarda un Paese lontano, quanto avvenuto riguarda direttamente ciascuno di noi. Non possiamo accettare che la follia della guerra distrugga quello che i popoli d’Europa sono stati capaci di costruire e realizzare in questi 7 decenni in termini di collaborazione, di pace, di ricerca di obiettivi comuni nel nome dell’umanità”.
La testimonianza ricevuta dalla Fondazione Don Gnocchi, che sostiene il centro di accoglienza “Dim Myloserdia” per bambini disabili di Chortkiv, regione di Ternopil. La presidente Dubyna: “Sono rimaste tre persone dello staff, 30 minori residenti e 40 adulti con bambini. Tutta la notte sono risuonate le sirene. Siamo pronti ad accogliere profughi e vittime di guerra”
All'interno della comunità, vivono stabilmente anche otto ragazzi disabili. “Se il conflitto dovesse arrivare drammaticamente anche qui, saremo costretti a portarli nelle nostre case in Polonia o in Italia. Non lasceremo il popolo ucraino: noi rimaniamo qui!”