L’idea di questo articolo, idealmente a quattro mani, sulla Giornata per la Vita nasce da un suggerimento giunto direttamente dal Sir. Sfogliando i primi numeri di questa agenzia di stampa ho ritrovato un articolo di Carlo Casini pubblicato nel n. 50 del 3 febbraio 1990 riguardante la Giornata di quell’anno. Ho accolto con simpatia la proposta: i virgolettati sono le parole di Carlo Casini tratte da quell’articolo, ad eccezione di due frasi raccolte da altri testi
In questa crisi pandemica, che ha visto tanti lutti, abbiamo assistito ad una gara di solidarietà e condivisione espressa nelle varie professioni a partire da infermieri, medici, insegnanti, sacerdoti e genitori che non si sono tirati indietro, ma hanno con responsabilità donato le loro competenze e affetti per il bene di chi faceva più fatica o era nella malattia. La Giornata per la vita è onorata 365 giorni l’anno da tante persone che si sporcano le mani, accogliendo le situazioni di povertà
Dal dono alla raccolta fino al trasporto del cibo recuperato: tre realtà impegnate in ambiti diversi in prima linea nella Capitale. Così evitano che buona parte di alimenti non utilizzati finiscano tra i rifiuti e aiutano chi ne ha più bisogno
A Torino i clochard potranno usufruire del medico di base e di una assistenza sanitaria pubblica come tutti gli altri cittadini. È un passo in avanti significativo per una città che, nei mesi scorsi, era stata segnata da un travaglio importante proprio nei confronti delle persone senza fissa dimora che, ogni sera, si rifugiano sotto i lunghi portici del centro storico coperti alla bell’e meglio oppure si trovano qualche riparo d’occasione nei parchi e nelle periferie. Il cambio di passo di Torino si coglie almeno in due circostanze: l’assistenza sanitaria, appunto, e il delinearsi di una strategia diversa per offrire a chi vive per strada una sistemazione dignitosa almeno per la notte
Nella diocesi di Milano la povertà si combatte anche con le verdure biologiche e il lavoro nei campi: l’esempio della Cascina sant’Alberto a Rozzano. Zucchine, insalata, luppolo per produrre una birra artigianale. Nel progetto – che dà lavoro a una ventina di 20-22enni di origine straniera – convergono diverse realtà, compresa la Caritas e la diocesi ambrosiana
Grafica e produzioni ecosostenibili in un laboratorio di formazione e lavoro per le persone con disabilità uditive, che ora punta anche sull’e-commerce. Bianchessi: "Se non c’è alta formazione, non c’è alta produzione"
I momenti cruciali dello sviluppo colpiti da impoverimento di stimoli e relazioni. Sono 734 mila i bambini nati durante la pandemia che non hanno conosciuto il mondo pre-covid, 876 mila hanno frequentato la scuola dell’infanzia in modo discontinuo e 5 milioni hanno affrontato il primo anno di scuola con poche opportunità di interazione. Save the Children chiede un piano nazionale per il benessere psico-fisico e un “ristoro educativo” per i più svantaggiati