Sarà la pandemia che ci sovrasta ancora, sarà il rigido autunno che volge al termine, sarà l’espressione distratta e rassegnata che si legge negli occhi di volti mascherati sul bus o al bar o negli ambienti di lavoro, ma quest’anno il Natale ha davvero un sapore un po’ strano.
Tempo di iscrizioni a scuola e di scelta – per gli studenti – se frequentare l’ora di religione. Ecco allora cinque buoni motivi per avvalersi dell’ora di religione
Tra i giovani d’oggi, il tema ambientale è senz’altro di grande attualità, come testimonia ad esempio il fatto che il mondo studentesco padovano si sia nei mesi scorsi mobilitato contro la cementificazione del giardino del liceo Modigliani, arrivando a coinvolgere un gran numero di studenti e portando nel suo piccolo a una vittoria.
Ero tentato di scrivere il tweet di questo mese sulle improvvide linee guida (32 pagine di autodefinita “comunicazione inclusiva”) di tale prima ignota (a me, ma su questo siamo pari) Commissaria europea all’uguaglianza.
Uno scrigno di emozioni e un nuovo slancio nell'impegno a sostegno delle vite più fragili e indifese. La presidente dell'Istituto Serafico di Assisi, Francesca di Maolo, ci racconta "a caldo" l'udienza privata che il Papa ha concesso ieri all'Istituto in occasione del 150° di fondazione
Terzo tutorial WeCa in collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e la Commissione Vaticana Covid-19 con Alessio Pecorario, Coordinatore della task force Sicurezza della Commissione Vaticana Covid-19
“In merito al post che pubblicizza la ‘messa con Salvini’, alla Domus Mariae, una celebrazione che non si terrà, come Presidenza nazionale di Azione cattolica riteniamo comunque necessario puntualizzare alcune questioni”.
Il dossier di Greenpeace Italia “Missioni militari per proteggere gli interessi dell’industria del petrolio e del gas. Come le risorse della difesa europea finiscono per aggravare la crisi climatica”, sintesi del rapporto europeo “The sirens of oil and gas in the age of climate crisis: europe ́s military missions to protect fossil fuel interests” mostra come «la maggior parte della spesa italiana per le missioni militari è ancora destinata a operazioni a tutela delle fonti fossili» a contraddire quanto dichiarato e sottoscritto a livello internazionale per contrastare i cambiamenti climatici.