Nel Primo maggio 2025, il tema del lavoro torna al centro del dibattito con un focus su sicurezza, salari e precarietà. Mattarella richiama alla responsabilità istituzionale. Sindacati e governo si confrontano su incidenti sul lavoro e condizioni retributive sempre più critiche
Per il presidente dell’Anmil serve una “rivoluzione”: “Istituire una Procura nazionale del lavoro, aumentare significativamente il numero di controlli nelle aziende, inasprire realmente le pene per chi mette il profitto al di sopra della vita umana, contrastare con ogni mezzo il lavoro sommerso, investire massivamente sulla formazione”
“Oggi sono i Padri Cardinali ad essere chiamati a partecipare ai Novendiali, quasi una tappa centrale di questo cammino ecclesiale, stringendosi in preghiera come Collegium e affidando al Signore colui del quale sono stati i primi collaboratori e consiglieri, o almeno hanno cercato di esserlo, nella Curia Romana come nelle diocesi di tutto il mondo”.
"Tante famiglie non reggono l’aumento del costo della vita. I salari insufficienti sono una grande questione per l’Italia". Lo ha detto, tra le altre cose, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante la sua visita a Latina, in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro. Partendo da queste parole, il Sir ha riflettuto sulla questione del lavoro in Italia oggi con Antonio Russo, portavoce di Alleanza contro la povertà
Il 1° maggio apre il Giubileo dei lavoratori. Ma gli interrogativi sono molteplici: riguardano fra l'altro il lavoro giovanile e femminile, il valore degli stipendi (Italia maglia nera nel Rapporto Ilo), la sicurezza, la formazione professionale… Mentre Papa Francesco nella Fratelli tutti ricordava che “il lavoro è una dimensione irrinunciabile della vita sociale”. Una riflessione del direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei
A Caserta il sogno condiviso con Papa Francesco prende forma: un’ex area militare diventa spazio di rigenerazione umana e ambientale. Il Patriarca Bartolomeo ospite dal 1° al 3 maggio per la lectio magistralis e una preghiera ecumenica. Mons. Lagnese: “Vogliamo farne un luogo dove la speranza si fa concreta”
La nostra generazione è quella che paga di più le conseguenze di una guerra voluta da pochi adulti al comando. In qualunque parte del mondo ci possiamo trovare, la guerra rappresenta una sconfitta collettiva, in ogni caso. Di fronte a questo contesto, sperare è vedere il bene dell’umanità pur nella crudezza della realtà
Elisabetta Vitali, segretaria nazionale di Missio Giovani, racconta il suo recente viaggio in Kenya, tra Korogocho e Deep Sea, altra baraccopoli ai margini di Nairobi. Ovunque povertà e disagio sociale, eppure persino dallo slum è possibile risorgere. Centinaia di migliaia di persone lottano per la sopravvivenza. Tra loro la semplice ma a suo modo profetica presenza dei missionari