“Tornerà presto il sole”, scriveva il giovane milanese ai propri familiari dal carcere di San Vittore. Tale speranza per lui non si realizzerà e verrà fucilato a Fossoli il 12 luglio 1944. Cresciuto nell’Azione cattolica e nella Fuci, durante gli anni della seconda guerra mondiale si attiva per le persone povere e disagiate, inserendosi poi nell’attività resistenziale con le Fiamme Verdi di Teresio Olivelli. Fino al sacrificio della vita. Un libro, pubblicato alla vigilia del 25 aprile, ne ricostruisce il tratto umano e spirituale
Una lotta, quella agli abusi sessuali sui minori e sugli adulti vulnerabili, che Francesco ha vissuto in prima linea, con un percorso mirato che si è sviluppato lungo tutto il suo Pontificato. Un’azione costante, in tappe progressive, fondata sull’ascolto delle vittime e del loro dolore, che ha espresso con chiarezza da parte della Chiesa una volontà concreta di trasparenza e giustizia. Ripercorriamone i punti principali
A scorrere tra documenti, omelie, interventi, messaggi e post sui social, sono decine e decine i riferimenti che Bergoglio lungo i suoi dodici anni di Pontificato ha voluto dedicare al lavoro e alla sua mancanza, allo sfruttamento e alla schiavitù, al riposo e alla sicurezza
Papa Francesco "ha ampliato la capacità della Chiesa di porsi di fronte alle grandi questioni per poter operare concretamente, ha rilanciato il multilateralismo e aperto nuove vie di dialogo". Ne è convinto Vincenzo Buonomo, professore di diritto internazionale all'Università Lateranense
Per Bergoglio il dialogo tra le generazioni è il segreto per declinare il presente e il futuro nel segno della speranza. “Nulla vale la vita di un bambino”, il monito sull'infanzia negata dalle bombe o dall'egoismo dilagante degli adulti
Papa Francesco lascia in eredità alla Chiesa una Maria “meticcia”: una donna che “condivide le vicende di ogni popolo che ha ricevuto il Vangelo, ed entra a far parte della sua identità storica”, diventandone così sorella e, poi, madre
La diocesi di Asti e il paese d’origine dei nonni di Papa Francesco vivono con discrezione e affetto il ricordo del Pontefice. Il vescovo Prastaro: “Papa della gioia e della semplicità”. Il sindaco Balliano: “Un dolore familiare”. La cugina Carla, testimone silenziosa
“Il Papa ci insegna che la fragilità fa parte della vita, e chiede alla Chiesa e alla società di chinarsi sui più deboli e ripartire dall’ascolto degli ultimi”. Parla Francesca Di Maolo, presidente dell’Istituto Serafico di Assisi