Il rinvio dell’Assemblea sinodale riflette l’ingresso della tensione tra consenso e dissenso nell’agenda ecclesiale. Non segno di divisione, ma “crisi di crescenza” che avvicina la Chiesa al modello processuale voluto da Papa Francesco
Mons. Jean Désinord, vescovo di Hinche, racconta la testimonianza di suor Jeanne Voltaire e suor Evanette Onézaire, uccise a Mirebalais. “Martiri della fede”, segno della Chiesa che resta accanto al popolo nella violenza che insanguina Haiti
In occasione dell'80° anniversario della divisione della Corea, una delegazione di vescovi coreani si è recata in pellegrinaggio nell’isola di Kyodong (comune di Ganghwa), zona di confine tra Corea del Nord e Corea del Sud. Hanno camminato lungo una recinzione di filo spinato che si estende per cinque chilometri dal bacino idrico di Gogu verso Manghyangdae e hanno guardato in lontananza la Corea del Nord. “Spero possa arrivare il giorno in cui scomparirà questa recinzione e potremo andare e venire liberamente", ha detto il vescovo Simon Kim Ju-young.
Nell’omelia, letta da monsignor Fisichella, il Papa si sofferma sul cammino quaresimale, sulla liturgia che invita a rinnovare la fiducia in Dio, anche nel tempo della sofferenza
“Qualsiasi attività politica deve servire e promuovere il bene della persona umana ed essere basata sul rispetto per la dignità di ciascuno.” Così 10 anni fa papa Francesco si rivolgeva al Congresso degli Stati Uniti, ammonendo che in tempi di crisi e di difficoltà economica non si deve perdere lo spirito di solidarietà globale e occorre pensare a quanti si trovano intrappolati nel cerchio della miseria. Un cerchio che, dopo il blocco dei fondi a Usaid e i tagli al budget di altri organismi di aiuti all’estero, è destinato ad allargarsi.
Il Consiglio dei ministri di venerdì sera ha varato un decreto-legge in materia di sicurezza, com’era nelle previsioni e nell’ordine del giorno, ma per la premier è stato anche l’occasione per tornare in una sede ufficiale sull’emergenza determinata dalla mossa di Trump sui dazi.
Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio comunicazioni Cei, respinge l’idea di “bocciatura” del documento: "L’Assemblea sinodale è stata un’esperienza viva di ascolto e discernimento". Il rinvio di maggio è segno di maturità e comunione ecclesiale