Papa Francesco: “Porre fine alla guerra e dialogare con tutti”

Il Santo Padre, a causa del persistere del raffreddore, ha affidato la lettura del tradizionale discorso di inizio d'anno a mons. Ciampanelli. Al centro, la "diplomazia della speranza", in un anno giubilare segnato dalla minaccia di una guerra mondiale. No all'antisemitismo e alla "cancel culture". "Inaccettabile parlare di un diritto all'aborto". "Troppe persone schiave del loro lavoro". Appello per l'eliminazione della pena di morte e il condono del debito dei Paesi poveri

Smaschilizzare la Chiesa? Per una Chiesa di donne e di uomini

Smaschilizzare la Chiesa? Per una Chiesa di donne e di uomini è il titolo di un doppio appuntamento promosso da Issr- Istituto superiore di Scienze religiose di Padova e Irecoop Veneto, finanziato dal programma FSE- Regione Veneto progetto “Plus-più leadership e uguaglianza per lo sviluppo” nei giorni 17 e 18 gennaio 2025.

Giubileo: don Impellizzeri, “avviare percorsi di perdono tra vittime e carnefici”

Don Vito Impellizzeri, uno dei 1.142 missionari della misericordia a cui Papa Francesco ha chiesto di essere suoi "ambasciatori" nel mondo per il Giubileo, spiega al Sir il significato di questa esperienza, inaugurata in occasione del Giubileo della misericordia del 2016. "Non è il Giubileo che fa la Chiesa, ma la Chiesa che fa il Giubileo". In uno scenario internazionale dominato da guerre e violenze, è urgente "avviare percorsi di perdono tra vittime e carnefici", perché "la giustizia non passa per le armi"

Ratio Nationalis. Mons. Manetti (Cei): “Un invito a camminare insieme con creatività e fedeltà”

“La formazione è un processo che inizia in seminario e continua per tutta la vita”. Mons. Stefano Manetti spiega come la Ratio Nationalis ponga al centro la Parola di Dio e il discepolato come cardini della formazione presbiterale, evidenziando l’importanza di integrare formazione iniziale e permanente. Il documento traccia un cammino unico, che valorizza la comunione con il Popolo di Dio e lo spirito missionario

Liberazione di Cecilia Sala. Farian Sabahi, scrittrice italo-iraniana: “è solo un piccolo tassello in un mosaico complesso”

Questa mattina, Cecilia Sala, nel suo primo post su X, ha scritto: “Ho la fotografia più bella della mia vita, il cuore pieno di gratitudine, in testa quelli che alzando lo sguardo non possono ancora vedere il cielo”. Raggiunta dal Sir, Farian Sabahi, scrittrice e ricercatrice italo-iraniana dell’Università dell’Insubria, ha ricordato le condizioni in cui le donne sono detenute nelle prigioni iraniane: “In Iran le prigioni sono sovraffollate, i diritti delle detenute non sono garantiti. I processi sono sommari e molto spesso le confessioni estorte”. E ha aggiunto: “La vicenda di Cecilia Sala è solo un piccolo tassello in un mosaico complesso”