Pastorale dei giovani. Animatori, torna il Grestyle. Ma iniziative anche per valorizzare le equipe dei Grest, adulti compresi

Pastorale dei giovani Due giorni di full immersion, il 20-21 aprile a Cittadella, per tutti gli animatori con un po’ di esperienza. Il 20 marzo, serata per gli adulti

Pastorale dei giovani. Animatori, torna il Grestyle. Ma iniziative anche per valorizzare le equipe dei Grest, adulti compresi

Con la fine dell’inverno nelle parrocchie inizia a muoversi la macchina dei grest. Migliaia i ragazzi delle elementari e delle medie coinvolti, migliaia anche i giovanissimi delle superiori che, forse per la prima volta, sperimentano la dimensione del servizio come “fratelli maggiori”. Anche la nostra Diocesi – attraverso la Pastorale dei giovani e Noi Padova – sostiene i grest ri-lanciando, anche quest’anno, la proposta del Grestyle: una 24 ore full immersion (notte compresa) di formazione nel patronato Pio X di Cittadella, dalle 15 di sabato 20 aprile alle 15.30 di domenica 21. Accanto a questa iniziativa formativa – dedicata agli animatori con un po’ di esperienza di grest già maturata – ne è in programma un’altra mercoledì 20 marzo, alle 20.45, nel patronato del Sacro Cuore in Padova: sarà una serata dedicata agli adulti “che hanno a cuore il grest”. Dopo analisi, verifiche e riflessioni, la Diocesi di Padova ha scelto di accendere i riflettori sulle équipe dei grest, ovvero quei gruppi di giovani, giovani-adulti e adulti che “fanno da regia” ai grest, svolgendo la funzione di anelli di congiunzione tra i ragazzi e gli animatori delle superiori e la comunità cristiana. Racconta don Alberto Sonda, collaboratore dell’ufficio di Pastorale dei giovani e impegnato in prima linea in tutto l’universo grest: «L’èquipe “di pensiero” dietro il grest è preziosa perché permette davvero a questa esperienza di essere formativa, anche superando le abitudini che si sono cristallizzate divenendo un ostacolo e proponendo quelle novità e quelle scelte che aiutano i ragazzi a sentirsi, nel grest, davvero parte di una comunità cristiana». In alcune parrocchie si è osservata infatti una distanza tra i percorsi annuali e i gruppi di iniziazione cristiana e le esperienze dei grest, distanza dovuta al fatto che le persone che se ne occupano non sono le stesse e non sempre dialogano tra loro. Ed è anche da sottolineare come tanti tra gli animatori dei grest estivi siano ragazzi delle superiori che non vengono coinvolti in altre esperienze parrocchiali durante il resto dell’anno. L’attenzione alle èquipe però non è un disimpegno verso la formazione rivolta agli animatori, ma, al contrario, un modo per renderla più significativa: «Oltre al Grestyle di Cittadella – aggiunge don Sonda – c’è il mio impegno personale ad andare nelle parrocchie per proporre occasioni di formazione agli animatori. Ci siamo resi conto, però, che non basta farne un po’ perché l’esperienza del grest sia davvero significativa per loro e sia capace di costruire comunità. Senza un contesto in cui si inserisce, la formazione al massimo può offrire qualche input personale, ma non raggiunge la comunità. Per questo, ciò che sogniamo è che in tutte le parrocchie sia presente un’èquipe che faccia da anello di congiunzione e che compia anche delle scelte perché gli elementi importanti del grest siano mantenuti, mentre ciò che deve essere cambiato lo sia effettivamente. E queste scelte importanti non possono più ricadere sui preti, sempre più oberati di responsabilità, né tanto meno sugli animatori di quarta superiore. L’equipe è espressione di responsabilità di una comunità cristiana verso non solo i ragazzi e i giovani, ma verso la comunità intera».

Perché il grest diventi realmente responsabilità di tutta la comunità cristiana, la Pastorale dei giovani ha pensato un questionario – che trovate nella pagina a fianco insieme alle indicazioni su come utilizzarlo – per aiutare le parrocchie a meditare sulle funzioni di leadership e di decisione nel programmare un grest. Questa cura “strategica” è importante a maggior ragione di fronte ai numeri dei grest dello scorso anno, tornati di fatto ai numeri del pre-pandemia. In un tentativo di mappatura che ha coinvolto 160 parrocchie sulle 459 della Diocesi, si è visto come siano attivi in queste 130 grest, con 10 mila ragazzi coinvolti e 4 mila adolescenti animatori. «Il rischio – avverte don Alberto Sonda – è che torni tutto come prima. Invece, anche dopo il Sinodo diocesano e la riflessione sul ruolo della comunità cristiana, si vorrebbe che il grest diventasse qualcosa di più. In primis un’occasione di annuncio verso gli adolescenti che si mettono a servizio».

Agna: giovani e adulti “alla guida” del grest

Ad Agna, le tre settimane di grest vedono dal 2019 la direzione di un’equipe formata da adulti. Una scelta nata per sopperire all’assenza dei giovani preti, ma che ha fatto di necessità virtù. «La nostra equipe si trasforma continuamente – spiega Tania Ruzzon – Oggi siamo tre adulti e due giovani universitari ex animatori. Non c’è un’unica persona responsabile, ma un gruppo in cui ciascuno ci mette del suo». L’equipe è responsabile del “pensiero” che ruota attorno al grest, dell’organizzazione, del coordinamento e dei rapporti con le famiglie, consentendo agli animatori adolescenti di concentrarsi sulle attività con i ragazzi. Gli adulti sono presenti, anche prendendosi ferie apposta per il grest, ma anche durante l’anno centrale è la formazione degli animatori: «Quando cominciano il loro servizio incontriamo anche i genitori. Se il loro compito è stare con i bambini, il nostro, come equipe di adulti, è farli crescere».

Cinquanta decisioni da prendere Se hai le mani in pasta nel grest, soffermati su questo schema, coinvolgendo anche altri della parrocchia. E poi... partecipa alla serata formativa del 20 marzo

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Cosa fare

Uno strumento per te che hai le mani in pasta nel grest. Qui a fianco trovi 50 decisioni che è possibile prendere per preparare e gestire un grest. Ti invitiamo a confrontarti con chi condivide con te l’avventura del grest in parrocchia e provare a mettere una X su ciascuna riga, indicando chi ha preso o prenderà per il 2024 quella particolare decisione. L’ultima colonna è speciale: mettere una X qui significa che quella scelta è già consolidata da un’abitudine, perciò non viene presa in mano esplicitamente (con i suoi pro e i suoi contro). Alla fine puoi provare a dare uno sguardo complessivo per ragionare sulla distribuzione della leadership e del “potere” nel tuo grest, guardando chi prende la maggior parte delle decisioni o le decisioni più importanti.

C’è uno scenario ideale a cui tendere? Vieni il 20 marzo alla serata formativa promossa dall’ufficio di Pastorale dei giovani in collaborazione con Noi Padova e ne parliamo insieme. L’incontro si terrà nella parrocchia Sacro Cuore in Padova alle 20.30 ed è pensato per chi “ronza” intorno al grest con un po’ di responsabilità (èquipe di coordinamento già costituite e/o persone con le mani in pasta). Iscrizione obbligatoria su giovanipadova.it/ grest

Se vuoi confrontarti sulla tua realtà in base a quanto emerge dallo schema qui a fianco, puoi scrivere a info@giovanipadova.it

Andrea Canton

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