Giornalista pubblicista, classe 1999. Bresciana di nascita e, per qualche anno, padovana d’adozione. Nella “Città dei Dottori” mi sono laureata in Filosofia e European and Global Studies. Adesso cerco di vivere viaggiando per il mondo e raccontando che succede: scrivo di esteri, Unione Europea e diritti umani.
Ibrahim Taha Mohammed Turki da cinque mesi vive nella sua tenda a Tal al-Sultan, area nel sudovest di Rafah vicino al confine con l’Egitto, insieme ai suoi genitori, sua moglie e i suoi tre figli. Qui si sono rifugiati gli sfollati provenienti da tutta la Striscia, scappando dai bombardamenti e dall’avanzata via terra dell’esercito israeliano. Per mesi luogo sicuro e "inviolabile", valico essenziale per il passaggio degli aiuti umanitari, dalla notte di lunedì 6 maggio, dopo i bombardamenti di Israle, la situazione è delicata e a un passo dall'esplodere. «La "zona sicura" è lontana da dove ci troviamo noi, i costi di trasporto sono altissimi e una volta lì anche procurarci una nuova tenda sarà difficilissimo. Per di più non ci saranno le strutture e i mezzi per soddisfare le necessità di base: acqua potabile, servizi igienici, cibo…
Per invertire la distribuzione impari delle ricchezze sono necessarie azioni davvero efficaci. Un indicatore della Commissione Europea ne valuta l’effettivo impegno
Borse di studio in ritardo A Padova gli idonei sono 2.470, circa cinquemila in Veneto. A metà aprile la protesta degli studenti contro lo stallo della politica
Non si attenua l’emergenza abitativa che affligge il Veneto dalla pandemia, complici le guerre in corso e la conseguente impennata inflazionistica che...
Ben lontano dalle sgargianti “luci rosse” che dominano l’immaginario comune, il mondo del sex work, che vede coinvolte principalmente le donne, presenta...