La presidente del Coordinamento nazionale racconta al Sir l’evoluzione del fenomeno e di pari passo delle comunità di accoglienza, con le sfide di oggi
L’arcivescovo di Bologna, card. Matteo Zuppi, impegnato a Roma, e la Chiesa di Bologna esprimono “vicinanza e cordoglio” alle famiglie delle vittime, alla comunità di Camugnano e pregano per i morti, per i feriti e per i dispersi in seguito all’esplosione della centrale idroelettrica nel comune di Camugnano.
"Ogni giorno contiamo purtroppo tre o quattro morti al giorno, non riusciamo a stroncare questo trend. Di fronte a questi lunghi elenchi di incidenti mortali, siamo convinti che la svolta possa venire se tutti i soggetti interessati, dai politici agli imprenditori, ai lavoratori, alle parti sociali, alle associazioni di settore, si mettono insieme per capire come uscire da quest’impasse", dice al Sir il vice presidente dell'Anmil
Una pisside piena di patatine invece che di ostie consacrate: su YouTube gira questa pubblicità, che ha uno slogan che non lascia dubbi: “Amica chips, il divino quotidiano”. Al Sir professore di Filosofia morale e di Etica della Comunicazione all’Università di Pisa dice subito: “Non c’è il minimo rispetto”
C’è il rischio del “venir meno dei fattori che tengono unito il Paese dal punto di vista sociale, morale, dei valori, ma anche dal punto di vista istituzionale”, avverte il sociologo, parlando al Sir
Sono 379mila i nuovi nati nel 2023, secondo i dati provvisori diffusi oggi, venerdì 29 marzo, dall’Istat. Al Sir il presidente della Fondazione per la natalità non nasconde la sua preoccupazione. “Sono diminuite anche le donne in età fertile. Matematicamente stiamo entrando in una trappola”, avverte
“La necessità di rilevazioni periodiche, precise, per non lavorare su dati di quattro anni prima è stata la proposta che negli ultimi anni ha avanzato il mondo dell’associazionismo e non solo”, ricorda al Sir la vice presidente dell’Aibi-Amici dei Bambini e del Forum nazionale delle associazioni familiari, che avrebbe voluto qualcosa in più per valorizzare ed esportare le esperienze positive che già ci sono
“Mi auguro che don Peppe non sia conosciuto dai giovani solo in modo superficiale, ma possa essere ascoltato quel suo invito a non fermarsi di fronte al male, a riconoscerlo e a non tacere davanti al male, non solo per denunciarlo, ma anche per sviluppare pensieri di attenzione al progresso vero civile, sociale e anche religioso di tutta la società”, dice al Sir il vescovo di Aversa
La morte del sacerdote, spiega al Sir il coordinatore del Comitato che prende il nome del parroco assassinato dalla camorra, “è stata il punto di svolta. E quel sangue versato che ha macchiato di rosso la terra di Casal di Principe ha prodotto frutti, che non sono tardati ad arrivare, un poco alla volta. Quella folla, che il 19 marzo di trent’anni fa era in piazza e per le strade e poi al funerale di don Peppe il 21 marzo, è diventata un popolo con una meta: rendere libere queste comunità”