Luca Bortoli

Luca Bortoli

direttore

Terzo mandato di Zaia: perché parlarne ora? E comunque porre un limite al numero di mandati è opportuno

Come spesso accade, i tempi della politica locale e nazionale rimangono un mistero. La questione sul tappeto è il possibile terzo mandato da presidente della Regione Veneto di Luca Zaia, su cui lunedì, in occasione dell’apertura del cantiere per la stazione ferroviaria sotto l’aeroporto di Tessera (opera chiave per il trasporto, non solo in vista di Milano-Cortina 2026), l’inquilino di palazzo Balbi ha risposto a muso duro al segretario forzista Antonio Tajani che aveva definito «sano» il blocco dopo due mandati. 

Scuole dell’infanzia paritarie. La Diocesi: serve l’impegno di tutti. “Non possiamo permettere che le parrocchie si indebitino ulteriormente”

Scuole dell’infanzia paritarie Il vescovo Claudio: «Non possiamo permettere che le parrocchie si indebitino ulteriormente per mantenere questo servizio alle famiglie e al territorio. Le autorità competenti aumentino il loro sostegno». Preoccupano le strutture Sorti decenni fa, gli edifici scolastici necessitano di manutenzione straordinaria in chiave antisismica. Interventi da centinaia di migliaia di euro che le parrocchie non possono affrontare da sole

Cambiare l’Italia, per non dover cambiare Paese. Famiglie che emigrano e pongono interrogativi sul futuro

Una conversazione fuori da scuola, con una mamma asiatica, quattro figli dalla prima media ai due anni di età e un marito che lavora a pieno ritmo nonostante una situazione clinica di fragilità: «Gli open day delle scuole dell’infanzia? Non credo che parteciperò – riferisce a mia moglie – anzi, penso che lasceremo l’Italia. Qui facciamo una vita misera, se avessimo un’emergenza economica non sapremmo come affrontarla. E poi c’è la scuola… se non fosse per me, mia figlia non parlerebbe l’inglese. Insomma, che futuro potrò offrire qui ai miei figli?»

Diritti, siano le leggi a riconoscerli. Dal patto sui migranti alla storia di Indi: quando decide l’arbitrarietà

Secondo il patto stretto tra Meloni e Rama, i migranti diretti in Italia saranno portati direttamente in Albania, in due campi nel nord del Paese, in attesa di essere riconosciuti e ritenuti degni di chiedere asilo o meno. Quel che accade nel frattempo laggiù, dove all’interno delle recinzioni la giurisdizione è italiana e all’esterno è albanese, non si sa.