Il Papa, il 27 febbraio, incontrerà in privato il presidente della Repubblica italiana, prima della messa conclusiva dell’incontro dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo, in programma da domani al 27 febbraio a Firenze.
Alla vigilia dell’Incontro tra i vescovi e sindaci del Mediterraneo, il card. Betori “fa il punto” con il Sir sulla preparazione e le attese per l’evento, durante il quale Firenze diventerà per cinque giorni – dal 23 al 27 febbraio – la “capitale” del Mediterraneo, con la presenza di Papa Francesco nella giornata conclusiva
“Un invito a una triplice conversione, urgente e importante in questa fase della storia, in particolare per le Chiese che si trovano in Italia: conversione all’ascolto, alla realtà e alla spiritualità”.
Papa Francesco ha aperto il Simposio internazionale sul sacerdozio con un intervento durato circa un'ora. Il punto di partenza: l'esperienza maturata in oltre 50 anni di sacerdozio. L'obiettivo: sintetizzare l'identità sacerdotale in "quattro vicinanze"
Nel momento in cui tornano a soffiare i venti di guerra, l'incontro dei vescovi e dei sindaci del Mediterraneo può essere "una grande occasione per rilanciare il ruolo dell'Italia quale Paese del Mediterraneo al centro di una nuova politica mondiale di pace e di sviluppo". A spiegarlo al Sir è Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci.
Il Papa ha concluso il ciclo di catechesi su San Giuseppe soffermandosi su un verbo: "custodire". Alla fine un appello all'Europa, mentre soffiano venti di guerra in Ucraina, perché "le nazioni di questo continente, consapevoli delle loro radici cristiane, risveglino lo spirito di riconciliazione, di fraternita, di solidarietà, di pace, di rispetto di ogni Paese e della libertà di ogni Paese”.
“I problemi del Mare Nostrum devono essere affrontati insieme: è necessaria, come ci ricorda il Papa, una visione poliedrica e non miope per affrontare la crisi dell’area mediterranea”.