Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Proteste tra morti e arresti. Joseph Kung Za Hmung (giornalista): “Mercoledì scorso la giornata più sanguinosa”

Oltre 60 morti e mille arresti nel giorno che le Nazioni Unite hanno definito il "più sanguinoso" dal colpo di stato avvenuto un mese fa. I manifestanti vengono messi in prigione o portati nei campi di calcio. C’è chi esce dopo una notte ed è trattato bene. Ma ci sono alcuni video che mostrano scene di violenza. A raccontare al Sir cosa sta succedendo in Myanmar in queste ore è Joseph Kung Za Hmung, direttore del giornale cattolico “Gloria News Journal”, mentre su Twitter il cardinale Charles Bo scrive: “La guerra civile si sta trasformando in un campo di sterminio. Nessuno è al sicuro in nessun posto e in nessun momento”

Papa Francesco nel mondo sciita. Mons. Coda (Sophia): “Una strategia di pace che non scarta nessuno”

Il teologo Coda, con una ricca esperienza di dialogo con l’islam sciita: “Il Papa segue una ispirazione che mostra di avere due qualità: la prima è la strategia della pace attraverso l’apertura gratuita e disarmata verso tutti che non ha di mira un tornaconto immediato, ma la testimonianza costruttiva del messaggio di fraternità che viene dal Vangelo. La seconda qualità è che questa strategia non scarta nessuno, apre tutte le porte. È vero che anche all’interno del mondo sciita ci sono sensibilità diverse. Se però tutte sono raggiunte dal messaggio di pace e fraternità del Papa, tutte possono essere sollecitate ad aprirsi a scenari di incontro e di costruzione di un mondo plasmato dalla fraternità universale”

Il Papa in Iraq. Leader sciita Sayyed Jawad Al-Khoei: “Il Papa non è solo il leader dei cristiani cattolici, ma un simbolo di pace per il mondo”

Intervista al leader sciita Sayyed Jawad Al-Khoei: “La visita di Papa Francesco in Iraq non è solo per i cristiani, ma è per tutti coloro che ovunque lavorano per la pace”. Sulla presenza dei cristiani in Medio Oriente, dice: “La bellezza di questa terra sta nella nostra diversità e non possiamo immaginare questo posto senza cristiani”. “Siamo tutti sulla stessa barca, affrontando le stesse sfide. La sicurezza dei musulmani dipende dalla sicurezza dei cristiani e la sicurezza dei cristiani dipende dalla sicurezza dei musulmani”. “Non ho dubbi – conclude - che anche il futuro di questa Regione sarà pacifico, ma questo richiederà tempo e volontà politica sia da parte dei leader locali che della comunità internazionale perché non si combattano guerre per procura usandoci come carne da cannone”.

Svizzera. Povertà a causa del Coronavirus: per Caritas Svizzera il peggio deve ancora arrivare

La situazione è sempre più grave. Il numero delle persone in difficoltà che si rivolgono ai consultori sociali di Caritas resta costantemente elevato. È quanto ha denunciato ieri la Caritas Svizzera facendo il “punto” della situazione-povertà, ad un anno dalla crisi sanitaria. Famiglie e stranieri sono maggiormente le persone che si rivolgono alla Caritas e dall’inizio della crisi, un anno fa, l’organizzazione ha sostenuto 17.000 persone in tutta la Svizzera con contributi diretti per un totale di oltre 6 milioni di franchi. Appello alla politica: prorogare l’indennità per lavoro ridotto del 100% per i redditi più bassi fino al termine della pandemia

Mons. Crociata (Comece), “Unione Europea non smarrisca la sua coscienza mondiale”

“L’Unione Europea non deve smarrire la coscienza della sua responsabilità mondiale”. In un’intervista al Sir, mons. Mariano Crociata, vicepresidente della Commissione delle conferenze episcopali della Comunità europea (Comece) spiega perché i vescovi europei e la Caritas Europa hanno unito la loro voce per chiedere all’Unione Europea, in questa delicata fase di vaccinazione, di farsi carico anche del destino dei popoli più deboli e minacciati dalla pandemia. “Del resto – osserva il vescovo -, in un mondo globalizzato, se non viene sconfitto dappertutto, tutti si rimane in qualche modo minacciati. È in gioco una coscienza europea all’altezza della sua responsabilità storica”.  

Francia. Indagine su giovani e pandemia: “Non generazione sacrificata al Covid ma futuro e speranza del mondo”

Preoccupati per l’impatto che la pandemia e il confinamento hanno avuto sui giovani, i vescovi francesi hanno realizzato via web una consultazione alla quale hanno partecipato 2.639 studenti cattolici di età media di 21 anni. Dall'indagine emerge che la pandemia ha “enormemente” toccato la vita sociale, ha influito “negativamente” sui risultati scolastici (esami e concorsi), li ha tagliati fuori “totalmente” da stage, corsi di formazione, impieghi. Una nota positiva c’è: durante il periodo del confinamento forzato, la fede ha costituito per la quasi totalità (94%) un “sostegno nella prova”