Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

India: straordinaria Giornata di preghiera e digiuno per la fine della pandemia. Il virus miete vittime implacabilmente

Giornata di preghiera e digiuno oggi, 7 maggio, in India per la fine della pandemia. A lanciare l’iniziativa sono la Conferenza dei vescovi cattolici dell'India, il Consiglio nazionale delle Chiese in India e la Comunione Evangelica dell’India. Oggi a mezzogiorno, i cristiani del Paese si stringono per pregare per i malati e i defunti, gli operatori sanitari e i leader politici. Continua purtroppo a correre il contagio in India a causa della pandemia di Coronavirus. L'ultimo bollettino ufficiale parla di un nuovo record di 414.188 nuovi casi accertati nelle ultime 24 ore, con altri 3.915 decessi. Tra le vittime anche preti, suore e vescovi. Anche Papa Francesco ha assicurato solidarietà e vicinanza spirituale

Charles de Foucauld: mons. Desfarges (Algeria), “ci conferma nella nostra vocazione di essere una presenza fraterna di incontro con tutti”

“È un grande giorno per la Chiesa in Algeria. Aspettavamo questa notizia e speravamo”. Così mons. Paul Desfarges, arcivescovo di Algeri e presidente della Conferenza regionale del Nord Africa, commenta al Sir l’approvazione da parte del Concistoro ordinario pubblico presieduto oggi da Papa Francesco della canonizzazione del sacerdote francese Charles de Foucauld (1858-1916), insieme ad altri 6 nuovi santi.

Myanmar. A Mandalay suore e monaci buddisti in aiuto della popolazione. Il Paese è in preda a fame e paura

“La situazione è dura sotto ogni punto di vista. Le persone vivono sotto pressione e nella paura giorno e notte. Ci si sente insicuri anche a casa propria perché si può essere catturato e colpito in qualsiasi momento”. È suor Lucia Aung, dell’ordine “San Giuseppe dell’Apparizione” di Mandalay, a raccontare al Sir come sta vivendo la popolazione birmana sotto il colpo di Stato. Emergenza Covid, povertà e fame. Le suore stanno collaborando insieme ai monaci buddisti per aiutare le famiglie in difficoltà. “Molti dei nostri concittadini stanno dando la vita per il bene e per il futuro del nostro Paese. Non possiamo tacere. Vogliamo fare qualcosa anche noi, rimanendo vigili. Non è facile ma ringraziamo Dio per questa opportunità che abbiamo di coordinarci con le altre religioni”

Caso Navalny. Mons. Pezzi (Mosca): “Chiediamo giustizia, misericordia e soprattutto umanità”

“Chiediamo che sia data giustizia agli innocenti, misericordia ai colpevoli, intelligenza, coraggio e sapienza a chi deve esprimere il giudizio e soprattutto umanità a chi deve poi far rispettare la pena”. Con queste parole, l’arcivescovo di Mosca, mons. Paolo Pezzi, parla del “caso” Aleksey Navalny. Non cessano le proteste per chiederne la liberazione e gli arresti dei manifestanti. “Penso - aggiunge l’arcivescovo - che il compito delle Chiese sia proprio quello di ricordare, attraverso le parole, l’umanità dell’agire politico”. Riguardo poi alla crisi diplomatica tra Italia e Russia, mons. Pezzi dice: “posso solo dire che è una situazione che desta preoccupazione”. E aggiunge: “occorrerebbe non perdere mai di vista che si serve il bene comune. Durante la Quaresima abbiamo pregato per i governanti affinché siano attenti non solo al bene della propria Nazione ma al bene di tutta l’umanità”

Coronavirus Covid-19. 145 leader religiosi: “No al nazionalismo dei vaccini. Obbligo morale raggiungere tutti, in ogni Paese”

“Ognuno di noi può essere al sicuro solo quando tutti siamo al sicuro. Se una parte del mondo viene lasciata nella pandemia, tutte le parti del mondo saranno messe a rischio crescente”. 145 leader religiosi di tutto il mondo, cristiani, musulmani, ebrei e buddisti, hanno unito la loro voce ed hanno inviato una Lettera ai capi di Stato e di governo e alle case farmaceutiche per chiedere un accesso globale e universale ai vaccini. Tra i firmatari ci sono anche il card. Peter Turkson, prefetto del Dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo umano integrale e i francescani di Assisi. Fra Moroni al Sir: “L'egoismo di pochi minaccia il pianeta e non possiamo accettarlo. Siamo ancora in tempo, siamo un'unica umanità e per questo siamo chiamati a camminare insieme senza paura, con coraggio, e senza “temere” di rimanere indietro”

Covid-19 in India. Card. Gracias (presidente vescovi): “Uno tsunami purtroppo prevedibile”

“La seconda ondata ci ha colpiti come uno tsunami”. Usa questo termine l’arcivescovo di Bombay e presidente della Conferenza episcopale, card. Oswald Gracias per descrivere la situazione dei contagi e delle morti in India, dove fino a 24 ore fa, si contavano oltre 300mila nuovi contagi e oltre 2mila decessi ogni giorno. La mancanza di ossigeno è l’emergenza centrale di questa seconda ondata. “Tanti stanno morendo senza ossigeno”, racconta il cardinale che ha proposto, per venerdì 7 maggio, una Giornata di preghiera e digiuno per le vittime, per il Paese e per il governo che “sta lavorando per la nostra sicurezza. Non è questo il momento di fare politica ma di essere solidali”