“Non è stata tanto la paura di morire, quanto quel senso di sentirmi indifeso, nelle mani di un mistero, di un’incognita”. Positivo al Covid-19, mons. Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca, racconta al Sir come sta vivendo la malattia del Coronavirus, da otto giorni in auto-isolamento. “La malattia mette duramente alla prova. Non penso di avere qualcosa di più, o di speciale o di più forte che non possono avere tutti. La possibilità di affidarsi a Dio, di gridare a Dio anche se non se ne conosce il nome e il volto, è una possibilità che abbiamo tutti. E Dio risponde. È un mistero. Ma Dio ha una risposta per tutti”
Cordoglio e vicinanza dell’episcopato italiano per la morte del Metropolita Gennadios, arcivescovo ortodosso d’Italia e Malta ed esarca per l’Europa meridionale morto questa mattina.
Liberia, Zimbabwe, Sud Sudan, Repubblica Centroafricana, Kenya e Nigeria. La voce dell’Africa è risuonata nel cuore dell’Europa grazie ad un seminario online promosso dalla Comece che ha permesso a rappresentanti di associazioni e movimenti di raccontare la loro esperienza sul campo a rappresentanti politici dell’Ue. Un confronto serrato sull’impegno della società civile e della Chiesa volto a promuovere progetti che favoriscono e sostengono la “resilienza” della popolazione di fronte a sfide come guerre civili, catastrofi naturali, cambiamenti climatici, migrazioni e crisi politiche
“In questo giorno particolare ci uniamo nel ricordo e nella memoria di quello che è accaduto 77 anni fa in questa città e che ancora purtroppo rimane una ferita aperta, sanguinante per tutti noi. Lo stiamo vivendo nella difficoltà di un momento complesso che ci impone limitazioni nel commemorare come siamo abituati a fare. Ma con grande determinazione, diciamo che non sarà questo virus ad impedirci di proseguire nella memoria”.
“Andiamo avanti insieme. Non vi abbandoneremo”. È quanto afferma il vescovo di Nizza, mons. André Marceau, in un video messaggio di solidarietà alle popolazioni duramente colpite dal maltempo che nel fine settimana ha flagellato la Costa Azzurra, in Francia, e il Nord-Ovest italiano. Ancora incerto è il bilancio definitivo del numero delle vittime.
Situazione sempre più difficile lungo i confini del Nagorno-Karabakh tra Armenia e Azerbaigian. Sono almeno 320 le vittime cadute sul fronte, anche se si contano morti tra le popolazioni civili di entrambi i Paesi. A perdere la vita sono soprattutto ragazzi dai 18 ai 24 anni. In Armenia sarebbero già 1.200 le famiglie rifugiate mentre a Yerevan arrivano i feriti dal fronte, ma mancano medicine e protesi per gli arti. Raggiunto telefonicamente, l’arcivescovo Raphaël François Minassian lancia un appello all’Unione europea: “La vita dell’uomo è molto più preziosa del petrolio e del gas. Non permettiamo che gli interessi sporchino le mani dei potenti. Non permettiamo che per un pugno di dollari si scateni la guerra e si uccida. È una pazzia che dobbiamo fermare”
Intervista al card. Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso: “Papa Francesco desidera una Chiesa in uscita, amica dei più poveri, in dialogo con tutti e, alla luce del Vangelo, ricorda a tutti la centralità dell’essere umano e la sua innata dignità. È evidente che ben volentieri cerchi 'alleati ed amici' soprattutto fra coloro che possono attingere ad un ricco patrimonio spirituale e ad una millenaria saggezza quali le persone di altre tradizioni religiose. Da soli non ci si salva”
“Come dire addio ad una persona che stava bene fino a pochi giorni prima ed è morta all’improvviso? Come dire addio ai propri cari senza avere avuto la possibilità di celebrare i funerali? Come dire addio a chi ci manca e non rivedremo più?”.
“Stiamo vivendo una situazione mondiale molto grave che la pandemia ha peggiorato spargendo un fumo di tristezza e paura. Di fronte ad una sfida così grande, abbiamo bisogno di una risposta di bene altrettanto se non maggiormente grande. Al male, creato dalle ingiustizie sociali, l’umanità deve rispondere con il Bene. Il Papa lo ha capito e sta proponendo un patto di fratellanza”. Parla Shahrzad Houshmand Zadeh, teologa musulmana e docente alla Facoltà di studi orientali all'Università La Sapienza