Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Svizzera. Povertà a causa del Coronavirus: per Caritas Svizzera il peggio deve ancora arrivare

La situazione è sempre più grave. Il numero delle persone in difficoltà che si rivolgono ai consultori sociali di Caritas resta costantemente elevato. È quanto ha denunciato ieri la Caritas Svizzera facendo il “punto” della situazione-povertà, ad un anno dalla crisi sanitaria. Famiglie e stranieri sono maggiormente le persone che si rivolgono alla Caritas e dall’inizio della crisi, un anno fa, l’organizzazione ha sostenuto 17.000 persone in tutta la Svizzera con contributi diretti per un totale di oltre 6 milioni di franchi. Appello alla politica: prorogare l’indennità per lavoro ridotto del 100% per i redditi più bassi fino al termine della pandemia

Mons. Crociata (Comece), “Unione Europea non smarrisca la sua coscienza mondiale”

“L’Unione Europea non deve smarrire la coscienza della sua responsabilità mondiale”. In un’intervista al Sir, mons. Mariano Crociata, vicepresidente della Commissione delle conferenze episcopali della Comunità europea (Comece) spiega perché i vescovi europei e la Caritas Europa hanno unito la loro voce per chiedere all’Unione Europea, in questa delicata fase di vaccinazione, di farsi carico anche del destino dei popoli più deboli e minacciati dalla pandemia. “Del resto – osserva il vescovo -, in un mondo globalizzato, se non viene sconfitto dappertutto, tutti si rimane in qualche modo minacciati. È in gioco una coscienza europea all’altezza della sua responsabilità storica”.  

Francia. Indagine su giovani e pandemia: “Non generazione sacrificata al Covid ma futuro e speranza del mondo”

Preoccupati per l’impatto che la pandemia e il confinamento hanno avuto sui giovani, i vescovi francesi hanno realizzato via web una consultazione alla quale hanno partecipato 2.639 studenti cattolici di età media di 21 anni. Dall'indagine emerge che la pandemia ha “enormemente” toccato la vita sociale, ha influito “negativamente” sui risultati scolastici (esami e concorsi), li ha tagliati fuori “totalmente” da stage, corsi di formazione, impieghi. Una nota positiva c’è: durante il periodo del confinamento forzato, la fede ha costituito per la quasi totalità (94%) un “sostegno nella prova”

La protesta pacifica dei cattolici a Yangon in preghiera e con il rosario in mano

Anche i cattolici per strada. Ieri e nei giorni scorsi, si sono svolte manifestazioni pacifiche a Yangon e in altre città del Paese a sostegno di chi chiede la liberazione di Aung San Suu Kyi e di tutti i prigionieri politici e il ritorno alla democrazia. 15 ambasciatori firmano una Dichiarazione chiedendo alle forze di sicurezza di astenersi da ogni forma di violenza: “Il mondo vi sta guardando”. E il cardinale Bo cita Oscar Romero: “Un vescovo potrà morire, ma la Chiesa di Dio, che è il popolo, non perirà mai”

Capodanno lunare. Chiaretto Yan (Shanghai): “L’augurio di un mondo nuovo di pace e fraternità”

Si celebra oggi, non solo in Estremo Oriente, ma in tutto il pianeta, il Capodanno lunare. Da Shanghai, Kin Sheung Chiaretto Yan racconta come i cinesi stanno vivendo questa ricorrenza, in un clima di post-pandemia. Nei giorni scorsi anche Papa Francesco ha augurato al popolo cinese e asiatico che “il nuovo anno porti frutti di fraternità e solidarietà”. Chiaretto Yan: “Il Papa sa apprezzare la nostra cultura, ci conosce, ci accompagna, ci ama con tenerezza, e ci ha sempre vicini nel cuore!”. E come augurio, aggiunge: "La speranza è che il cammino intrapreso nel rapporto tra la Cina e la Chiesa prosegua a dare frutti e contribuire così al cammino per un mondo nuovo"

Incontro Najaf e Ur. Padre Jaje (domenicano), “sulle orme di Francesco di Assisi, messaggero di fraternità”

Padre Amir Jaje, domenicano, consigliere per il dialogo con l’islam nel Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso ripercorre all’indomani della conferma da parte della Santa Sede dell’incontro a Najaf del Santo Padre con l’ayatollah Al-Sistani, le tappe di dialogo interreligioso del viaggio apostolico in Iraq. “Sono incontri che ci ricordano la figura di San Francesco di Assisi. La visita a Najaf e l’incontro interreligioso ad Ur alla presenza di tutti i capi religiosi del paese, musulmani, sunniti e sciiti, cristiani, yazidi ed ebrei vuole lanciare lo stesso messaggio di fraternità di Francesco di Assisi e cioè che siamo tutti i figli di Abramo, fratelli tra noi, insieme su questa terra, per aiutare l’Iraq e i paesi vicini del Medio Oriente, a rialzarsi in piedi”.