Il settimanale della diocesi cattolica di Hong Kong “Examiner” apre con la notizia dell’attacco informatico ai computer della Holy See Study Mission e della diocesi. Sul sito, mons. Javier Herrera Corona, capo della Missione di studio della Santa Sede di Hong Kong, spiega che la sua istituzione ha vissuto una lunga storia di attacchi informatici, tra cui truffe ed e-mail fraudolente, ma dice anche di non avere prove di un “attacco specifico”, come asserito da Recorded Future. E sull'impatto che le accuse di hackeraggio potrebbero avere sul possibile rinnovo dell'accordo del Vaticano con Pechino, mons. Herrera fa notare che la Santa Sede “non discute informazioni relative ai negoziati attraverso canali elettronici”, facendo quindi capire che “il danno causato da qualsiasi violazione sarebbe limitato”
“Consapevoli che la crisi di Covid-19 è lungi dall’aver esaurito tutte le sue conseguenze”, i vescovi del Belgio hanno esaminato attentamente le misure sanitarie annunciate dal governo lunedì 27 luglio e riaggiornato il “Protocollo della Chiesa cattolica per le celebrazioni liturgiche” per adattare le decisioni del governo a livello ecclesiale.
Prima il Papa con un appello alla pace lanciato all’Angelus. Poi il Patriarca di Mosca Kirill con una dichiarazione firmata personalmente per chiedere una risoluzione di pace al conflitto armeno-azero. I leader religiosi, ma non solo, guardano con preoccupazione all'acuirsi della tensione nella regione del Caucaso. Per fortuna gli scontri - scoppiati il 12 luglio scorso al confine tra Armenia e Azerbaijan - si sono esauriti in pochi giorni perché il rischio di coinvolgere attori forti, come Russia e Turchia, sarebbe troppo alto. Intanto però la popolazione in Armenia è allo stremo
A quattro anni dalla morte di padre Jacques Hamel, assassinato nella chiesa di Saint-Étienne du Rouvray, la Francia si è unita per dire no ad ogni forma di violenza e dare testimonianza del rispetto profondo per la vita umana.
Si terrà domani a Istanbul in occasione della preghiera del venerdì la cerimonia di conversione della Basilica Santa Sofia in moschea. Cenap Aydin è turco musulmano e dirige a Roma l’Istituto Tevere: “La religione islamica non incoraggia nessun tipo di conversione di edifici di culto altrui. Ci sono stati molti esempi in questo senso nella storia. Forse il più significativo è quello di Omar, il secondo Califfo del profeta Maometto: quando entrò a Gerusalemme, fu invitato a pregare nella chiesa del santo Sepolcro ma lui rifiutò. Non vedo quindi un motivo religioso dietro la conversione di Santa Sofia in moschea ma un chiaro atto politico”
Alla vigilia della cerimonia ufficiale di conversione della basilica di Santa Sofia in moschea che si terrà a Istanbul il 24 luglio, in occasione delle preghiere del venerdì, arrivano le prime importanti reazioni anche dal mondo musulmano.
“Si è superata una grande paura”. Alla Comece, i vescovi europei accolgono con sollievo l’accordo raggiunto a Bruxelles per aiutare i Paesi ad uscire dalla crisi. “Il pericolo era grande perché il passaggio doloroso e drammatico che ancora stiamo vivendo a causa dell’epidemia, ha ed avrà delle conseguenze gravissime sul piano sociale”, dice al Sir mons. Mariano Crociata. Plauso del vescovo anche al ruolo svolto dal governo italiano che in questo periodo di negoziazioni, ha lanciato messaggi “non di recriminazioni e minacce ma volti a far vedere l’interesse dell’Europa nel suo insieme a trovare una soluzione comune”
A fine mattinata il fuoco divampato alle 7.40 di questa mattina all’interno della storica cattedrale di Nantes, cittadina del nord-ovest della Francia, è stato domato.