Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Voci dal Myanmar: “Il popolo è unito e ha fame di democrazia. Ma per favore, pregate per noi e aiutateci”

Si contano i morti mentre i militari fanno irruzioni nelle case, arrestano senza mandato, sparano anche contro adolescenti e bambini. Sono i racconti che arrivano al Sir da fonti che per sicurezza vengono lasciate nell’anonimato. D’altronde è pericoloso anche solo scattare foto. I video girati clandestinamente documentano quanto sta effettivamente succedendo per le strade del Paese. Dal Myanmar arriva un grido di aiuto: “Il popolo è unito. Ha fame di democrazia. Sono certo che questo popolo pacifico vincerà questa battaglia e che il Paese tornerà ad essere una nazione che si basa sulla pace e sulla giustizia, nel rispetto dei diritti umani e della dignità. Ma per favore, continuate a pregare per noi. Aiutaci a combattere contro le forze del male. Chiedete alle comunità internazionali di venire a salvarci con ogni mezzo possibile. Non possiamo vincere questa battaglia da soli”

Mons. Vincent Long (Parramatta), “una conversione ecologica per salvare il pianeta dalla devastazione”

Cittadine e villaggi completamente tagliati fuori dall’acqua. Intere regioni alluvionate. Famiglie evacuate e vittime. Il Sir ha contattato le diocesi più colpite dalle inondazioni nel New South Wales, in Australia, dopo che all’udienza generale Papa Francesco ha rivolto un pensiero di vicinanza e solidarietà. A Parramatta, la diocesi ha aperto scuole e chiese ai rifugiati. Non è la prima volta che l’Australia affronta una catastrofe ambientale: lo scorso anno il Paese fece i conti con siccità e incendi boschivi. Il vescovo francescano di Parramatta, Vincent Long, lancia un appello: “La crisi ecologica richiede una conversione del cuore e un cambiamento di stile di vita. Dobbiamo avere il coraggio di allinearci al piano di Dio per il mondo. Solo agendo nel migliore interesse dell'ambiente, dei poveri e delle generazioni future possiamo salvare questo pianeta dalla devastazione”.

Manuel Barrios Prieto (Comece): “Solidarietà è la parola chiave per uscire dalla crisi”

Si è conclusa l’Assemblea plenaria dei vescovi delegati delle Conferenze episcopali dell’Unione europea con la partecipazione del vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas. Molti i temi affrontati nel corso di un colloquio di oltre un’ora e che stanno particolarmente a cuore all’episcopato cattolico dell’Ue: ripresa dopo la pandemia Covid-19, distribuzione e controlli sui vaccini, politiche di migrazione e asilo, libertà di religione e culto. I vescovi guardano con preoccupazione alla tentazione dei singoli Paesi di chiudersi in se stessi e ribadiscono: “solidarietà” sarà la parola chiave per vincere questa battaglia e uscire dalla crisi

Ripristinato account Twitter del card. Bo ma il Paese è precipitato nell’oscurità

“Santità, grazie per il suo amore e la sua attenzione”. E’ il primo post che appare sull’account twitter del cardinale Charles Bo dopo giorni di sospensioni e il primo pensiero va al messaggio di solidarietà e all’appello di Papa Francesco per la pace in Myanamr. La situazione nel Paese è sempre più critica: secondo l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani 200 sono le persone morte nelle proteste e circa 2.400 le persone in carcere. La giunta militare ha preso di mira i media locali e la trasmissione dati dei cellulari, per “far precipitare così il paese nell'oscurità”.

Padre Celso Ba Shwe (Loikaw), “aiutateci, il Myanmar diventerà presto un cimitero”

Il racconto durissimo dalla diocesi di Loikaw di padre Celso Ba Shwe, amministratore apostolico. “Molte città in Myanmar stanno diventando campi di sterminio”. Le forze di sicurezza fanno irruzione nelle case, trascinano fuori le persone. I manifestanti vengono catturati, torturati e alcuni sono morti sotto tortura. “Il mondo non deve tacere davanti alle sofferenze del popolo del Myanmar. È urgente e necessario un intervento internazionale. Quanti cadaveri sono necessari all'Onu per agire? Senza l'intervento internazionale, il Myanmar diventerà presto un cimitero. Aiutateci senza indugio”.  

Coronavirus. Mons. Overbeck (Comece), “non un incidente negli ingranaggi del mondo ma una prova per la fede e il senso della vita”

Lo choc per il numero dei morti che in Europa, in questo anno di pandemia, ha fatto il Coronavirus. Circa 900mila senza contare le 125mila vittime del Regno Unito. A loro e ai loro familiari va il primo pensiero del vescovo di Essen, mons. Overbeck, che in questa intervista al Sir, a nome dell’episcopato dell’Unione Europea, stila un “bilancio” di questo difficile anno. Il vescovo parla del grido di disperazione che arriva dai poveri: “Fate qualcosa! Non dimenticatevi di noi”. E poi osserva: “Il Coronavirus non è stato un incidente operativo negli ingranaggi del mondo. È di più, è una prova anche della nostra fede e di come trattare la vita, soprattutto per noi cristiani”.