Travolti dagli scandali degli abusi, i vescovi francesi scrivono un Messaggio “al popolo di Dio che è in Francia” per esprimere “tristezza e vergogna”. È la prima volta che l’episcopato di Francia prende la parola. “I nostri pensieri si rivolgono innanzitutto a coloro a cui è stata rubata l’infanzia, le cui vite sono state contrassegnate per sempre da atti atroci”, scrivono i vescovi. E annunciano che alla prossima Assemblea plenaria di Lourdes, saranno invitati a partecipare anche alcune vittime che saranno “accolte” e “ascoltate” dai vescovi
Aumenta in Svizzera il numero delle segnalazioni da parte di persone che hanno subito un abuso in ambito ecclesiastico. Si tratta di segnalazioni di casi vecchi. Nel 2017 sono stati denunciati 65 casi a fonte dei 24 del 2016 e di appena 9 del 2012. Il 90% dei fatti riportati è anteriore al 1990. Il vescovo Morerod, responsabile della Commissione abusi della Conferenza episcopale svizzera: “Quando sono successi gli abusi e parlo del passato, in molti casi era impossibile parlare male di un prete e anche se qualcuno, bambino o adolescente, diceva qualcosa, quel che diceva era negato subito, anche in famiglia. E quindi queste vittime si sentivano male. Si sentivano come se fossero colpevoli. E sentire adesso dire: ‘Non era colpa tua, era colpa nostra’, ha un effetto psicologico impressionante”
Foto, grida di gioia, racconti, carezze. Festa questa mattina al Centro “Mondo Migliore” di Rocca di Papa. A portare la benedizione di Papa Francesco ai migranti è venuto il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere di Sua Santità, che si è fermato a pranzo, portando per tutti gli ospiti presenti dei gelati. “È la benedizione del Santo Padre per loro”, ha detto il cardinale al Sir spiegando il motivo della visita: “Soprattutto per quelli che partono. L’augurio è che trovino qui, in Italia, dappertutto, un cuore cristiano generoso e che si possano sentire finalmente a casa”
Si è conclusa a Impruneta (Firenze), la prima Summer School islamo-cristiana che si è tenuta, dal 30 agosto al 2 settembre, sul tema “Religioni e cittadinanza”. Presenti 40 giovani universitari cristiani e musulmani. Promossa dall’Ufficio Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, l’iniziativa ha coinvolto diverse sigle associative islamiche tra cui la Coreis Italia, la Confederazione islamica italiana e l’Ucoii. “Sappiamo di vivere in un contesto dove abbondano i conflitti e le incomprensioni - scrivono i giovani nel comunicato finale -, ma crediamo nel valore dell’incontro, della discussione e del confronto anche su ciò che resta diverso e continua a dividerci”
Dedicato al tema dell’acqua il messaggio di Papa Francesco per la celebrazione della IV Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato. “Custodire ogni giorno questo bene inestimabile - scrive - rappresenta oggi una responsabilità ineludibile, una vera e propria sfida”. “Non possiamo permettere che i mari e gli oceani si riempiano di distese inerti di plastica galleggiante. Anche per questa emergenza siamo chiamati a impegnarci, con mentalità attiva, pregando come se tutto dipendesse dalla Provvidenza divina e operando come se tutto dipendesse da noi”
Sono 100 i migranti della Nave Diciotti che questa sera arriveranno al Centro Mondo Migliore (Rocca di Papa) e saranno subito accolti in un'ala separata della struttura dove già sono ospiti 300 persone di 35 nazionalità del mondo. “Verrà attivato il protocollo sanitario e la presa in carico dal punto di vista socio-psicologico”, spiega al Sir il direttore della cooperativa San Filippo Neri che gestisce per conto della Auxilium i servizi di accoglienza nel Centro.
Il vescovo di Limerick racconta le prime impressioni dell’Incontro mondiale delle famiglie e l’attesa per l’arrivo in Irlanda del Papa. “C’è un clima di grande fermento. In fondo la stragrande maggioranza degli irlandesi non vede l’ora di vedere Francesco”.
Parla al Sir Mohamed Dachan, che ai funerali di Genova ha letto il messaggio di preghiera e solidarietà a nome delle comunità islamiche italiane. “Abbiamo visto - dice - il volto vero dell’Italia. Nessuno può dire, per una persona che sbaglia, che l’Italia è razzista, che non vuole il dialogo, che ci rifiuta. Quello che abbiamo visto a Genova e poi dopo, è l’espressione dei valori in cui credono gli italiani e grazie ai quali l’Italia andrà avanti”
“La famiglia non è una nozione ideologica remota, ma il luogo in cui la compassione, la gentilezza, la pazienza e il perdono vengono apprese, praticate e diffuse”. Così mons. Diarmuid Martin, arcivescovo di Dublino, dando il benvenuto ai partecipanti all'Incontro mondiale delle famiglie.