Mons. Matthieu Rougé (vescovo di Nanterre): “Mi ha commosso vedere come la gente, in questa Francia scristianizzata oggi, ha reagito, facendo vedere come Notre-Dame sia luogo del suo cuore, il cuore del nostro Paese”. “È un momento importante. Le difficoltà ci saranno. Ci saranno ancora le divisioni, forse anche le polemiche ma questo momento di verità rimarrà e tutto ciò deve essere valorizzato oggi”
Discorsi di odio, fake news, disinformazione. Giornalisti ed esperti della comunicazione di tutta Europa si sono riuniti in questi giorni a Helsinki e Stoccolma per analizzare il fenomeno e contrastarlo. A promuovere l’iniziativa la Wacc Europa (Associazioni mondiale per la comunicazione cristiana) insieme alla Conferenza delle Chiese europee (Kek) e alla Chiesa evangelica luterana di Finlandia. Migranti e rifugiati, il fenomeno dei gilet gialli, l’Unione europea, la Brexit. Sono questi i “temi caldi” che attraversano l’Europa
Incontro a Roma del priore della comunità ecumenica di Taizé con Papa Francesco e con il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, e l’invito a partecipare a maggio all’incontro della pastorale giovanile a Palermo. “In Italia, come in molti altri paesi, i giovani sono sottoposti a forti pressioni e capisco molto bene che c'è una certa paura per il futuro in quanto a volte sembra incerto. A Taizé, noi cerchiamo di ascoltare e accompagnare i giovani aiutandoli a non perdere mai la fiducia”
Quarantenne, sposato, con un elevato grado d’istruzione e un'ottima conoscenza della Costituzione. Non solo guida spirituale ma uomo "multi-tasking", soprattutto mediatore socio-culturale tra la comunità e il nostro Paese. È l’identikit che emerge da un’indagine inedita - contenuta nel libro “Il Dio dei migranti. Pluralismo, conflitto, integrazione” - sugli imam che guidano le moschee e le sale di preghiera presenti nel nostro Paese. Paolo Naso, uno degli autori, al Sir: “L’appartenenza religiosa degli immigrati non è un problema ma una risorsa sociale a beneficio di tutti”.
Parla la direttrice del Centro di ricerca "Interfaith & Peacebuilding" che si trova all’interno della prestigiosa Rabita (Lega) El Mouhammadia degli Ulema: “L'incontro tra Sua Maestà il Re Mohamed VI e Sua Santità Papa Francesco sembra essere qualcosa di assolutamente naturale. È l’incontro tra due grandi leader religiosi che condividono molte cause comuni: sfida climatica, consolidamento della pace, sensibilità e attenzione per l'altro, questione migratoria e posizione contro derive estreme”
Rachid Saadi (marocchino e musulmano) è docente di pedagogia interculturale e di islamologia. “La nostra speranza - dice - è che questa visita, soprattutto l'incontro con i responsabili dell'Istituto di formazione degli imam, dia il via ad una vera e propria dinamica di dialogo interreligioso. Si vedono già alcuni segnali precursori”. Tra questi, il professore indica il progetto d’inserire un corso sulla conoscenza del cristianesimo ‘così come è pensato e vissuto dai cristiani” nel percorso di formazione degli imam
Il Papa atteso anche dai musulmani del Marocco. Abderrahim Cheikhi, presidente del Movimento “Unità e Riforma”: “Diamo anche noi il benvenuto a Francesco. Stiamo assistendo a un aumento dei discorsi di odio che spesso si trasformano in pericolosi atti di violenza. Credo che il Papa e, in generale, gli uomini saggi cristiani e musulmani possono lanciare un messaggio e rafforzare con il dialogo i legami di amicizia tra le religioni. Abbiamo bisogno di questo dialogo per ridurre le tensioni che esistono”
Ad accompagnare Papa Francesco nel suo viaggio a Rabat, anche gli studenti dell’Istituto ecumenico di teologia al Mowafaqa. Il direttore Jean Koulagna: “Spero che dopo questa visita, l’incontro diventi più facile e che cristiani e musulmani possano avvicinarsi tra loro con maggiore fiducia reciproca: i musulmani senza sospettare i cristiani di proselitismo, i cristiani liberi dall’idea di essere impediti dai musulmani dal vivere la propria fede”
Cinquanta minuti d’intervento e poi un confronto con i vescovi. Si è svolta in un clima di profonda fraternità la visita del presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, alla Comece dove sono riuniti in assemblea i vescovi delegati delle Conferenze episcopali dell’Ue. Populismi, povertà, rifugiati, il ruolo dell’Europa nel mondo, Brexit. Moltissimi i temi affrontati da Juncker che al termine del suo discorso ha detto: “Faccio appello a voi uomini saggi. Gli uomini saggi sono pazienti e determinati e l’Europa in questo momento ha bisogno di pazienza e determinazione”. I commenti di mons. Jean Kockerols (Belgio) e di mons. Mariano Crociata (Italia)