Nell'inflazione che non scende molti economisti, e la stessa Banca Centrale Europea (Bce), intravedono la resistenza di aziende e di interi settori economici decisi a mantenere gli alti prezzi di vendita dei mesi scorsi. Che erano giustificati dal caro-energia per la guerra e qualche distorsione speculativa ad essa collegata
Ci sarà un altro aumento dei tassi di interesse, già dal 15 dicembre e probabilmente - stimano gli analisti - dello 0,50%. Peggiorerà lo scenario sfavorevole per le famiglie indebitate a tasso variabile, per chi ha necessità di nuovi prestiti, per chi sta cercando lavoro. Non sarà una buona notizia neppure per chi ha risparmi da investire perché nessun miglior rendimento, a rischio contenuto, potrà annullare l'effetto devastante di un'inflazione che marcia al ritmo annuo del 10% e oltre
Con le sue decisioni la Ue sta tentando di placare le punte speculative rialziste assicurando che ci saranno regole per consumare meno con obiettivi europei e declinazioni operative nazionali. Se non ci sarà un vero e proprio tetto massimo di acquisto verranno comunque introdotte pratiche calmieratrici. Garantisce che verrà ridotta la dipendenza complessiva dalla Russia che ha invaso l'Ucraina. Entro questo mese si terrà un Consiglio straordinario Ue per l'energia
Il Governo ha previsto un importante stanziamento per mitigare l'effetto sulle bollette e sul costo dei carburanti. Dovrà spiegare agli italiani perché è conveniente, etico e utile alla conclusione del conflitto un livello massimo di attenzione anti-spreco. Poi ognuno dovrà fare la sua parte
Ma perché le banche centrali aumentano o diminuiscono il costo del denaro? Quando abbassano i tassi vogliono dare una spinta all'economia, creare lavoro, rendere meno oneroso utilizzare un prestito per la casa o per l'impresa. Quando rendono il denaro più caro, come è avvenuto giovedì, vogliono (almeno in tempi normali) evitare che troppa benzina entri nel motore con il rischio di far correre troppo l'economia e i prezzi
La grande inflazione di questi mesi (+8% a giugno, poco sotto la media europea +8,6%) peggiora la qualità della vita di tutti e influenza l'occupazione perché obbliga a ridurre i consumi. Con gli stessi soldi non si possono più comprare gli stessi beni e servizi del mese precedente, le spese incomprimibili tolgono spazio alle altre, si rinvia l'acquisto di un elettrodomestico o l'auto anche se usurati. Le imprese, soprattutto quelle che lavorano sui consumi interni, non hanno interesse a studiare, produrre e lanciare nuovi prodotti e servizi. È un'economia che si rattrappisce, il contrario di ciò che servirebbe per creare del buon lavoro. Quello stabile, se possibile
Dal 21 luglio la Bce opererà, dopo 11 anni, il primo cambio di direzione aumentando il costo di denaro ufficiale di 25 punti base. Imprese e famiglie dovranno fare meglio i conti con il loro indebitamento (ad esempio nei mutui a tasso variabile già avviati o da avviare) mentre chi ha del risparmio da investire potrà spuntare qualche rendimento migliore
Con un massacro di civili e militari in territorio ucraino che potrebbe estendersi e prolungarsi per mesi è impossibile fare previsioni credibili sulle ricadute economiche. Gli economisti più seri lo sanno e sono prudenti nell'indicare scenari. Non si può dire conclusa la pandemia, altro evento sconvolgente di un pessimo inizio decennio. Ogni previsione sarebbe contestabile dall'inizio
Si è capito in queste settimane quanto la dipendenza da una materia prima indispensabile possa ridurre l'autonomia di un Paese o di un'area economica. Non è un caso se i governi dedicano sempre più attenzione alla necessaria "sicurezza alimentare" (cibo a sufficienza per sfamare la popolazione con scorte adeguate). O alla "sicurezza energetica" , cioè fonti di vario tipo che permettano alle famiglie e alle imprese di vivere, muoversi, produrre. Gli economisti si stanno chiedendo se l'attacco di Mosca, le sanzioni e le contro-sanzioni stiano chiudendo la stagione della globalizzazione che, fra critiche e controindicazioni, si era rafforzata negli ultimi tre decenni.