Paolo Zucca

Paolo Zucca

La Ue tenta di piegare le speculazioni sul prezzo del gas

Con le sue decisioni la Ue sta tentando di placare le punte speculative rialziste assicurando che ci saranno regole per consumare meno con obiettivi europei e declinazioni operative nazionali. Se non ci sarà un vero e proprio tetto massimo di acquisto verranno comunque introdotte pratiche calmieratrici. Garantisce che verrà ridotta la dipendenza complessiva dalla Russia che ha invaso l'Ucraina. Entro questo mese si terrà un Consiglio straordinario Ue per l'energia

Da Francoforte a casa nostra. Cosa cambia con i nuovi tassi di interesse

Ma perché le banche centrali aumentano o diminuiscono il costo del denaro? Quando abbassano i tassi vogliono dare una spinta all'economia, creare lavoro, rendere meno oneroso utilizzare un prestito per la casa o per l'impresa. Quando rendono il denaro più caro, come è avvenuto giovedì, vogliono (almeno in tempi normali) evitare che troppa benzina entri nel motore con il rischio di far correre troppo l'economia e i prezzi

Il buon lavoro è quello stabile. Guerra, virus e inflazione schiacciano le attese

La grande inflazione di questi mesi (+8% a giugno, poco sotto la media europea +8,6%) peggiora la qualità della vita di tutti e influenza l'occupazione perché obbliga a ridurre i consumi. Con gli stessi soldi non si possono più comprare gli stessi beni e servizi del mese precedente, le spese incomprimibili tolgono spazio alle altre, si rinvia l'acquisto di un elettrodomestico o l'auto anche se usurati. Le imprese, soprattutto quelle che lavorano sui consumi interni, non hanno interesse a studiare, produrre e lanciare nuovi prodotti e servizi. È un'economia che si rattrappisce, il contrario di ciò che servirebbe per creare del buon lavoro. Quello stabile, se possibile

Globalizzazione addio? Se diventa troppo rischioso dipendere dagli altri

Si è capito in queste settimane quanto la dipendenza da una materia prima indispensabile possa ridurre l'autonomia di un Paese o di un'area economica. Non è un caso se i governi dedicano sempre più attenzione alla necessaria "sicurezza alimentare" (cibo a sufficienza per sfamare la popolazione con scorte adeguate). O alla "sicurezza energetica" , cioè fonti di vario tipo che permettano alle famiglie e alle imprese di vivere, muoversi, produrre. Gli economisti si stanno chiedendo se l'attacco di Mosca, le sanzioni e le contro-sanzioni stiano chiudendo la stagione della globalizzazione che, fra critiche e controindicazioni, si era rafforzata negli ultimi tre decenni.

“Tutelato” o “libero mercato”, argine debole al caro-energia

Costo fisso almeno per uno o due anni? O variabile con adeguamento trimestrale ai costi di mercato rilevati da un soggetto indipendente? Sembrano i mutui e invece sono le bollette di gas e luce. L'emergenza di questi mesi da una parte spaventa, dall'altra obbliga a guardare più da vicino l'offerta di energia che sta cambiando. Consumatori e imprese sono a un bivio. La scelta, non facile, è fra "mercato a maggior tutela" o "libero mercato".