Le sanzioni economiche sono l'ultimo tentativo di fermare uno scontro militare. Devono essere efficaci per ridurre alla ragione Paesi che non rispettano confini o diritti. Devono essere più che mirate per non indebolire le popolazioni dei paesi colpiti, spesso già in difficoltà in regimi non democratici e con una spesa squilibrata verso le armi o a vantaggio delle oligarchie
Costo fisso almeno per uno o due anni? O variabile con adeguamento trimestrale ai costi di mercato rilevati da un soggetto indipendente? Sembrano i mutui e invece sono le bollette di gas e luce. L'emergenza di questi mesi da una parte spaventa, dall'altra obbliga a guardare più da vicino l'offerta di energia che sta cambiando. Consumatori e imprese sono a un bivio. La scelta, non facile, è fra "mercato a maggior tutela" o "libero mercato".
L'inflazione ai tempi del Covid ha le stesse caratteristiche del passato con l'aggiunta tragica delle morti e delle spese sanitarie per una pandemia mondiale che non si riesce a placare. Nei mesi scorsi più fattori hanno contribuito al ritorno inflattivo: il prezzo del gas liquefatto è triplicato per i maxiacquisti estivi della Cina in ripresa, poi per ristrutturazioni dei gasdotti e per la tensione Russia-Ucraina. L'Europa si è ritrovata fragile e non a caso stanno rispuntando proposte di energia nucleare. Gas e petrolio sono alla base delle produzioni e dei trasporti, quindi il costo dell'energia si scarica ovunque determinando uno dei fattori classici dell'inflazione: l'aumento dei costi base
L'Esecutivo ha dovuto mediare fra le sue tante componenti e l'esito non è nitido. Non tanto come importo generale perché fra riduzione degli scaglioni e detrazioni grandi e piccole alla collettività dei contribuenti vengono lasciati 8 miliardi, quanto per la distribuzione interna dei benefici che rischia di allargare la forbice fra chi può spendere/investire e chi deve fare bene i conti per reggere la fiammata di inflazione
Fin dove può realisticamente arrivare l'incontro fisico (e in parte a distanza come per Vladimir Putin e Xi Jinping) dei vertici dei Paesi più influenti? La pandemia ha aggiunto complessità sanitarie ed economiche, il surriscaldamento del pianeta è un'urgenza assoluta e chiede di accelerare tutte le transizioni possibili
Sono arrivati i rincari d'autunno. Il Governo italiano, così come in altri Paesi europei, ha scelto di caricarsi parte degli aumenti all'origine intervenendo con denaro pubblico, spegnendo un pericoloso contagio. Gas e luce servono alle famiglie e alle attività di impresa. Se i costi di produzione aumentano prima o poi si scaricheranno sui clienti. Con i soldi pubblici il Governo ha messo un freno agli aumenti che altrimenti sarebbero stati il doppio. Non si potrà fare sempre per tutti i rincari all'origine. Nel gran dibattito sull'energia di questi giorni bisogna ricordare che l'Italia è dipendente dal gas per il 39% del fabbisogno e le rinnovabili pesano il 19%
Cosa potrebbe accadere nel Paese asiatico se parte della popolazione (1,4 miliardi di individui) non riuscisse a sfamarsi regolarmente, a lavorare, a curarsi? Quante imprese e quanti lavoratori, in tutto il mondo, pagherebbero le conseguenze di una crisi interna? Scenari estremi per il Dragone, guardato con sempre maggiore preoccupazione per la capacità di trasformare la forza economica in espansione d'influenza territoriale. Della Cina, al momento, nessuno può fare a meno
Le famiglie potranno difendersi con l’attenzione e con comportamenti coerenti. Alcune spese sono però incomprimibili e l’accortezza non potrà spingere al ribasso sicurezza, salute e investimento sui figli
Dopo la pandemia, con la spinta degli investimenti e dei flussi di denaro europeo in arrivo, l'attività produttiva dovrà riguadagnare normalità gestendo un'accelerazione digitale che non sarà indolore. Le imprese chiedono di superare il blocco dei licenziamenti che tanto ha aiutato nell'emergenza. Senza la rete di protezione, gli indicatori di occupazione e disoccupazione (comprese le voci degli inattivi e inoccupati) segnaleranno mese per mese la qualità vera della ripresa