Nel mezzo della catastrofe, nella zona più colpita dall’alluvione, Ahrweiler (Renania-Palatinato), nella valle Aurina, è stata montata una tenda dall’équipe pastorale di Bad Neuenahr-Ahrweiler (diocesi di Treviri) a cui appartengono tre comunità parrocchiali, per accogliere le persone che cercano aiuto, sostegno, ascolto. Che ancora cercano famigliari che non sono nella lista dei morti, ma che non si trovano. Johanna Becker è una delle operatrici pastorali che sta lavorando sul posto. Johanna, classe 1992, è assistente pastorale, responsabile per la pastorale giovanile del decanato
“Oggi abbiamo inviato una lettera alla Polonia, chiedendo di spiegare come applica le misure provvisorie e la recente sentenza della Corte di giustizia dell’Ue per salvaguardare l’indipendenza della magistratura”.
Parla Andreas Archut, portavoce dell’ordine dei Cavalieri di Malta, una delle tante organizzazioni di volontariato che si sono subito mobilitate per tendere una mano alle popolazioni investite dal maltempo. Sta aiutando nell’allestimento a Swisttal-Heimerzheim (Nord-Reno-Westfalia) di un campo per accogliere gli alluvionati. Racconta al Sir: "i numeri delle vittime crescono. La gente ha perso tutto, l'emergenza durerà anni". Ma testimonia anche la gara di solidarietà in atto nel Paese
Mentre ancora diverse zone del Nord-Reno Westfalia e del Renania Palatinato restano allagate dagli affluenti del Reno e la conta dei morti e dei dispersi non si ferma, le diocesi si organizzano per aiutare le persone che hanno perso tutto.
L'Unione ha lanciato la piattaforma europea per le persone senza dimora. “La forma più estrema di esclusione sociale”, come l’ha definita il commissario Nicholas Schimdt. Un'analisi delle cause remote. La testimonianza di Elda Jesus Coimbra: “ho lasciato la strada quando qualcuno mi ha dato un mazzo di chiavi e mi ha detto che quella era la mia casa”. La situazione in Italia
Il faccia a faccia di Ginevra si conclude con due conferenza stampa separate, dopo colloqui franchi ma tesi. Né pranzo né cena insieme. I due leader hanno espresso volontà di collaborare, ma sono emerse tutte le distanze già note su geopolitica, cybersicurezza, diritti. Gli "interessi" prevalgono sulla "fiducia"
Giovedì 17 giugno la prima vera e propria tappa, poi sabato 19 l'esordio della plenaria. Dopo l’inaugurazione ufficiale del 9 maggio, decolla la Conferenza sul futuro dell’Europa. Nelle intenzioni, cittadini al centro e spazio alle nuove generazioni. Ma le redini del processo, che durerà almeno un anno, sono nelle mani di Parlamento, Commissione e Consiglio. Un’occasione da non trascurare per rinnovare la “casa comune”. Qui tutte le informazioni necessarie
14 vittime, un solo sopravvissuto, il piccolo Eitan. Nelle parole della sindaca Marcella Severino lo strazio di una comunità che vive di turismo. Il parroco, don Gianluca Villa, al Sir: “a messa ho detto che questo non è un progetto di Dio, ma è una responsabilità incancrenita dell’uomo”. Il paese ricorda ancora una disgrazia di 70 anni fa, sul lago
Tenere la pandemia sotto controllo, garantire che il vaccino arrivi dappertutto e prepararci alle crisi future: queste le priorità che il Global Health Summit è chiamato ad affrontare, ha spiegato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, aprendo da Villa Pamphili a Roma i lavori del pre-summit.