Sarah Numico

Sarah Numico

Paesi Bassi: Wilders (estrema destra) vince le elezioni. Nel programma Nexit e stop ai rifugiati. I giornali europei: trema l’Europa

Ce l’ha fatta il leader di estrema destra Geert Wilders: il suo partito occuperà il 25% dei 150 seggi della camera bassa dei Paesi Bassi (probabilmente 35/37 seggi) e lui dovrà formare un governo. “Una vittoria mostruosa”, la definisce il quotidiano olandese deVolkskrant, perché è così schiacciante (le previsioni lo davano al 18%) da mettere i rivali di Wilders, Frans Timmermans, Pieter Omtzigt e Dilan Yesilgöz, “in una posizione difficile”: soprattutto Yesilgöz e Omtzigt, che avevano aperto alla possibilità di una coalizione “si trovano improvvisamente” di fronte alla domanda se “osano governare sotto” Wilders.

Verso le elezioni europee: alla scoperta del Parlamento Ue

Fra il 6 e il 9 giugno 2024 i cittadini dei 27 Paesi membri dell'Unione europea si recheranno ai seggi per rinnovare la composizione dell'emiciclo di Strasburgo. Una grande prova di democrazia. Presentiamo, in due puntate, il profilo dell'Eurocamera: come si vota, il "profilo" dei deputati, i gruppi politici. E qualche curiosità

Mosca. Trophimov: la ribellione della “Wagner” è stata una pericolosa destabilizzazione, ma il poter di Putin non sta arrivando alla fine

Quello che inizialmente sembrava un vero tentativo di colpo di Stato poi fallito, si sta rivelando una intricata e ambigua vicenda di potere e soldi. Mancano notizie certe sulla sorte di Yevgeny Prigozhin e della sua compagnia Wagner. Sembrava potesse comunque scompigliare la situazione, indebolire Putin, portare a una svolta anche dell’invasione in Ucraina; lo si è sperato in Occidente, ma quel sussulto non pare al momento aver avviato alcunché di trasformativo. Ne abbiamo chiesto una lettura al professore Sergej Trophimov, associato della cattedra di Sociologia delle comunicazioni di massa alla facoltà di giornalismo dell’università Lomonosov di Mosca.

Benedetto XVI. Gerl-Falkovitz (filosofa): “Possibile che un giorno sia venerato come un Padre della Chiesa”

La morte di Benedetto XVI ha per la Germania e per la Baviera in particolare, una speciale intensità. Nato in un piccolo paesino, Marktl am Inn, Joseph Ratzinger crebbe, studiò, divenne sacerdote e fine teologo, poi arcivescovo e cardinale muovendosi all’interno dei confini della Repubblica federale di Germania. Poi nel 1982 si trasferì a Roma, nominato da Giovanni Paolo II Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. In Germania i giornali si sono accesi nel dibattito sulla sua eredità, raccontando soprattutto luci e ombre di un pontificato complesso. Noi abbiamo rivolto alcune domande a una voce tedesca distante da questo approccio, la professoressa Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz, emerita di filosofia della religione e scienza comparata delle religioni presso la Technische Universität di Dresda

Vittorio Emanuele Parsi: “Dobbiamo difendere la democrazia. Una pace ingiusta si chiama resa”

Secondo Vittorio Emanuele Parsi, ordinario di Relazioni internazionali presso la facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e direttore dell’Alta scuola di economia e relazioni internazionali (Aseri) presso la medesima università, è indispensabile tutelare la democrazia e la libertà perché ci siano prospettive di pace: “Se non saremo noi a difendere il futuro di democrazia e libertà, nessuno lo farà. Che piaccia o meno, è questo il senso della guerra in Ucraina”