A prendere le distanze dalla guerra sono gli stessi russi: non quelli delle province, dove la fonte primaria di informazione continua ad essere la tv di Stato, ma a Mosca e nelle principali grandi città, dove si può e si sa accedere sulla rete a informazioni non controllate, la dissidenza si muove e si sta ampliando un fronte interno di opposizione. Il primo gesto spontaneo ma diffuso di protesta è stato quello di scendere in strada, fin dal primo giorno di attacco, il 24 febbraio. Poiché è vietato dalla legge manifestare senza aver comunicato 10 giorni prima l’iniziativa, la polizia ha represso, fermato, arrestato. La testata Ovd-Info, al 3 marzo 2022, riportava oltre 7.600 arresti, 2800 persone fermate solo nella giornata di domenica 28 febbraio
“Non c’è nessuna guerra con l’Ucraina, ma una speciale operazione di pace per contenere i nazionalisti che opprimono la popolazione russofona. I nostri piani non includono l’occupazione dei territori ucraini. Non intendiamo imporre nulla a nessuno con la forza”.
Riunione della plenaria del Comitato economico e sociale europeo (Cese) oggi e domani a Bruxelles. Una delle opinioni approvate riguarda “l'impatto del Covid-19 sui diritti fondamentali e lo Stato di diritto in tutta l'Ue e il futuro della democrazia”. Per discuterne, era presente ai lavori la vicepresidente della Commissione europea Věra Jourovà
“Condanniamo questo barbaro attacco e gli argomenti cinici usati per giustificarlo. Il presidente Putin è responsabile di riportare la guerra in Europa”.
Una lettera critica è stata inviata all’attenzione del presidente francese Emmanuel Macron dalla Federazione delle associazioni familiari in Europa (Fafce) in reazione all’intervento del leader francese al Parlamento europeo ieri, in cui ha sostenuto la necessità di aggiornare la Carta dei diritti fondamentali per aggiungere il diritto all’aborto.
Giornata di lutto nazionale oggi in Kazakistan per le oltre 160 vittime dei disordini. “I cattolici del Paese, uniti in preghiera con Papa Francesco, pregano per il riposo delle anime delle persone uccise durante i disordini”, si legge sul portale della Chiesa cattolica nel Paese, che riporta le parole pronunciate dal Pontefice, ieri dopo la preghiera dell’Angelus.
La pandemia ha colto di sorpresa il mondo intero. Contagi, malattia e decessi stanno segnando anche l'Europa comunitaria, che sin dallo scorso anno ha cercato una risposta comune sul piano medico e vaccinale, ma anche economico (risposta alla recessione innescatasi dai primi mesi del 2020). Decidere e agire insieme è sembrata la logica di fondo: qualcosa ha funzionato, in altri casi le iniziative assunte non sono parse all'altezza della sfida
Malta ha ufficialmente legalizzato la cannabis per uso ricreativo. Primo Paese europeo a introdurre una simile legge, il Parlamento della Valletta ha approvato in terza lettura il decreto con 36 voti favorevoli e 27 contrari, nella sessione di martedì.
La prossima primavera si terranno le elezioni legislative nel Paese governato dal sovranista Viktor Orban. Il leader di Fidesz sarà sfidato da Peter Marki-Zay, 49 anni, cattolico, conservatore, padre di 7 figli, sindaco della sua città. La campagna elettorale sarà segnata da media compiacenti, mentre la società civile fa i conti con leggi restrittive, media zittiti e un referendum "orientato". Sullo stato di diritto è aperto un contenzioso con l'Unione europea