Una grande iniziativa per lo sviluppo agricolo ed economico della prefettura dell'Ouham Pendé, una delle venti prefetture della Repubblica Centrafricana, nella parte occidentale del Paese, alla frontiera con Ciad e Camerun. La 17° edizione, che si è svolta a fine gennaio (28-30 gennaio), ha permesso un po’ di respiro a un popolo che continua a vivere tra la violenza e i soprusi di una guerriglia ormai endemica che prostra il Paese da anni. Un esempio del fatto che se solo ci fosse un po’ di pace, questo popolo avrebbe la forza e l’intraprendenza per trovare strade di sviluppo. Il Sir ha intervistato padre Aurelio Gazzera, carmelitano scalzo che vive in Centrafrica dal 1992 e che è stato l’ideatore della fiera
La Conferenza sul futuro dell'Europa, avviata un anno fa, si concluderà il prossimo 9 maggio. A Strasburgo i lavori della plenaria: al centro dell'attenzione economia, migrazioni, trasformazione digitale. Simone Pavesi (Europhonica) al Sir: "il dialogo tra le parti è una bella opportunità". Alle istituzioni comunitarie il compito di dar corso alle raccomandazioni dei cittadini e ad eventuali riforme interne
Un “Moleben per la pace in Ucraina e per la Russia”. Lo hanno celebrato i giovani ortodossi di tutto il mondo per implorare il dono della pace e fermare il conflitto russo-ucraino.
"In ogni Paese dove c’è una dittatura una persona da sola non è nulla senza i suoi sostenitori. Ma se perde il loro appoggio, non riesce a continuare a governare perché non ha più a disposizione il meccanismo che mette in atto i suoi ordini. Ora la sua politica non fa più l’interesse della sua élite, lo si può contraddire. Per questo sta perdendo il sostegno", spiega lo storico al Sir
Nell’emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo risuonano le parole della scrittrice, che denuncia la guerra scatenata dalla Russia contro il suo Paese. Nella giornata dell’8 marzo sottolinea che non sono in gioco i diritti delle donne, ma la loro stessa vita. Punta l'indice verso la cecità dell’Occidente di fronte alla minaccia di un nuovo conflitto mondiale
All’unanimità, con 401 voti favorevoli e nessun contrario o astenuto, la Duma di Stato russa ha approvato la legge che introduce sanzioni per “la diffusione di informazioni false sulle operazioni delle forze russe, il discredito delle forze armate russe e chiede sanzioni anti-russe”.
A prendere le distanze dalla guerra sono gli stessi russi: non quelli delle province, dove la fonte primaria di informazione continua ad essere la tv di Stato, ma a Mosca e nelle principali grandi città, dove si può e si sa accedere sulla rete a informazioni non controllate, la dissidenza si muove e si sta ampliando un fronte interno di opposizione. Il primo gesto spontaneo ma diffuso di protesta è stato quello di scendere in strada, fin dal primo giorno di attacco, il 24 febbraio. Poiché è vietato dalla legge manifestare senza aver comunicato 10 giorni prima l’iniziativa, la polizia ha represso, fermato, arrestato. La testata Ovd-Info, al 3 marzo 2022, riportava oltre 7.600 arresti, 2800 persone fermate solo nella giornata di domenica 28 febbraio
“Non c’è nessuna guerra con l’Ucraina, ma una speciale operazione di pace per contenere i nazionalisti che opprimono la popolazione russofona. I nostri piani non includono l’occupazione dei territori ucraini. Non intendiamo imporre nulla a nessuno con la forza”.