Nella campagna a est di Mosca, a circa 400 chilometri dalla capitale della Federazione russa c’è Karabanovo, un minuscolo paese, dove svetta il campanile della chiesa della Resurrezione del Signore che appartiene alla diocesi ortodossa di Kostroma. La comunità è guidata da padre Ioan Budrin: un parroco buono che parla e scrive di pace e di amore. La polizia lo ha fermato, interrogato, multato perché nella predica di domenica 6 marzo padre Ioan aveva sostanzialmente affermato, riferendosi alla guerra in Ucraina, che al di là di ogni valutazione politica “non possiamo infrangere il comandamento ‘non uccidere’ così facilmente”, spiegando anche che “i soldati russi stanno uccidendo i loro fratelli e sorelle in Cristo”.
Una grande iniziativa per lo sviluppo agricolo ed economico della prefettura dell'Ouham Pendé, una delle venti prefetture della Repubblica Centrafricana, nella parte occidentale del Paese, alla frontiera con Ciad e Camerun. La 17° edizione, che si è svolta a fine gennaio (28-30 gennaio), ha permesso un po’ di respiro a un popolo che continua a vivere tra la violenza e i soprusi di una guerriglia ormai endemica che prostra il Paese da anni. Un esempio del fatto che se solo ci fosse un po’ di pace, questo popolo avrebbe la forza e l’intraprendenza per trovare strade di sviluppo. Il Sir ha intervistato padre Aurelio Gazzera, carmelitano scalzo che vive in Centrafrica dal 1992 e che è stato l’ideatore della fiera
Tante persone silenziosamente stanno lasciando il Paese: oltre 50 mila si sarebbero finora trasferiti in Armenia, gli Emirati Arabi sono un’altra meta amata per chi deve difendere i propri averi dalle sanzioni; in Occidente cercano nuovi sbocchi insegnanti, accademici, intellettuali. “Approvo molto quello che fanno” racconta al Sir una fonte cattolica che vive a Mosca e chiede di restare anonima. “Molti hanno un forte senso delle libertà personali e questo non lascia loro motivi per restare”. C’è chi lascia perché ha paura per il proprio futuro: si fermeranno le possibilità di crescita e di carriera in molti ambiti”. Chi riesce ad espatriare è una minoranza, “molti non hanno queste possibilità”
La Conferenza sul futuro dell'Europa, avviata un anno fa, si concluderà il prossimo 9 maggio. A Strasburgo i lavori della plenaria: al centro dell'attenzione economia, migrazioni, trasformazione digitale. Simone Pavesi (Europhonica) al Sir: "il dialogo tra le parti è una bella opportunità". Alle istituzioni comunitarie il compito di dar corso alle raccomandazioni dei cittadini e ad eventuali riforme interne
Un “Moleben per la pace in Ucraina e per la Russia”. Lo hanno celebrato i giovani ortodossi di tutto il mondo per implorare il dono della pace e fermare il conflitto russo-ucraino.
"In ogni Paese dove c’è una dittatura una persona da sola non è nulla senza i suoi sostenitori. Ma se perde il loro appoggio, non riesce a continuare a governare perché non ha più a disposizione il meccanismo che mette in atto i suoi ordini. Ora la sua politica non fa più l’interesse della sua élite, lo si può contraddire. Per questo sta perdendo il sostegno", spiega lo storico al Sir
Nell’emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo risuonano le parole della scrittrice, che denuncia la guerra scatenata dalla Russia contro il suo Paese. Nella giornata dell’8 marzo sottolinea che non sono in gioco i diritti delle donne, ma la loro stessa vita. Punta l'indice verso la cecità dell’Occidente di fronte alla minaccia di un nuovo conflitto mondiale
All’unanimità, con 401 voti favorevoli e nessun contrario o astenuto, la Duma di Stato russa ha approvato la legge che introduce sanzioni per “la diffusione di informazioni false sulle operazioni delle forze russe, il discredito delle forze armate russe e chiede sanzioni anti-russe”.