Nadia De Munari. Sangue versato per amore

La scorsa domenica del Buon Pastore è stata segnata da un altro tragico episodio di violenza. Sabato notte 24 aprile Nadia De Munari, missionaria laica dell’Operazione Mato Grosso, 50 anni, originaria di Giavenale di Schio è morta all’ospedale di Lima dopo l’aggressione subita la notte del martedì 20 aprile a Nuevo Chimbote in Perù nel centro “Casa Mamma Mia” dove viveva e dove era responsabile di sei scuole materne. Dai primi elementi raccolti, comunque, sia nel caso di Nadia che del vescovo Christian, il movente non sembra essere quello della rapina. Man mano che passano i giorni, infatti, appare chiaro che i due missionari, nei rispettivi contesti, davano fastidio.

Asiago. Un tesoro da mettere a frutto per cambiare

Al momento della ripartenza c’era in noi il desiderio di cambiamento, di un approccio diverso con le famiglie, di trovare un modo nuovo di celebrare i sacramenti, dovuto certamente alle restrizioni dettate dalla pandemia, ma con uno sguardo più aperto verso la dimensione comunitaria.

Andare “dritti al punto”

«Andiamo oltre il pregiudizio che la Chiesa non si interessi delle persone Lgbt+ o che non abbia nulla da dire di profondo, delicato e coraggioso anche alla vita di fede di queste persone. Riflettiamo assieme su come la Chiesa in questi decenni abbia pensato e agito al suo interno ed esterno in supporto all’esperienza umana e di fede di coloro che riconoscono nella loro identità il tratto della condizione omosessuale o bisessuale, transessuale».

Il vescovo Carlassare (Rumbek): “Sogno un Sud Sudan senza più conflitti e violenza”

Ad una settimana dal ferimento a colpi di arma da fuoco ad entrambe le gambe, parla al Sir dall'ospedale di Nairobi il vescovo di Rumbek monsignor Christian Carlassare. Ha subito altre due operazioni e ci vorrà tempo per la riabilitazione, quindi la cerimonia di ordinazione in diocesi prevista per il 23 maggio non si farà. Le sue sono parole di giustizia, riparazione, perdono e speranza