Torna per il terzo anno a Padova, coordinata dall’Ufficio di Pastorale della Cultura e dell’Università e dal Centro universitario, La lunga notte delle Chiese, iniziativa approdata in Italia nel 2016 grazie all’associazione BellunoLaNotte, che si è ispirata alla Lange Nacht der Kirchen, da parecchi anni proposta in Austria e in Alto Adige, coinvolgendo centinaia di chiese contemporaneamente.
Il 31 maggio 1922 a Padova in via Cesarotti 5, ebbe inizio con l’accoglienza di otto bambini l’attività della Casa Antoniana dei Buoni Fanciulli. Il suo fondatore don Giuseppe Paccagnella la definì «l’opera che sento voluta da Dio, con i collaboratori che il Cuor di Gesù mi ha dato per coadiuvarmi e per accogliere quei bambini orfani, abbandonati che sento di amare come padre, che sono al centro delle mie sollecitudini spirituali».
Forse il più grande segnale di speranza, il primo barlume luminoso al termine di questo lungo tunnel chiamato Covid, è la solidarietà nascosta – ma continua – che non cessa di arrivare alla Caritas diocesana per le necessità delle famiglie che la pandemia ha gettato nella povertà.
La 2a edizione in tempo di pandemia, che cade nell’ottavo centenario dell’arrivo del Santo in Italia, si muove sulla scia della speranza e della guarigione
I presidenti dei circoli affiliati sono invitati giovedì 10 giugno nella chiesa della Guizza per rinnovare il consiglio di amministrazione e approvare il bilancio relativo all’anno 2020. «Due auguri per i prossimi quattro anni: di continuare con entusiasmo il servizio con la Diocesi e di mantenere il clima familiare e costruttivo che ci ha permesso di affrontare sfide importanti, come la pandemia»