Nel 1996, dopo un triennio a Carapungo, rientrava a Thiene la famiglia di Maurizio Fanton e Novella Sacchetto con i figli Marzia, Fabio e Mirco; subito, in sinergia con la Diocesi, si diede vita a un’associazione che tenesse viva la relazione con la missione in Ecuador.
Festa delle Palme. Per il secondo anno, causa pandemia, si svolge on line. Ragazzi, genitori ed educatori sono accompagnati dal vescovo Claudio ad accogliere la buona notizia di Gesù e a narrarla con la vita. Lo slogan della festa portà in sé la parola “Dio” e la parola “buono” per dire che le parole buone sono quelle di Dio Padre e che Gesù ha trasmesso. Parole da accogliere e condividere
Certo, venerdì 19 il vescovo Claudio apre a San Giuseppe in Padova – con una messa alle 19 – l’anno “speciale” che papa Francesco ha dedicato allo sposo di Maria e custode di Gesù. «Ma per noi – sottolinea il parroco, don Enrico Luigi Piccolo – è soprattutto la festa della comunità.
Approfondimento sulla "terza forma" del sacramento della penitenza, prassi introdotta durante la pandemia di Covid-19 e sulla quale la Facoltà teologica del Triveneto ha avviato un percorso di ricerca assieme all’Istituto di Liturgia pastorale di Santa Giustina e alla Facoltà di Diritto canonico San Pio X. Intervento di mons. Giulio Viviani, docente di Liturgia a Trento.
A San Tommaso la croce sul sagrato accompagna le settimane quaresimali. Ai piedi un “deserto” di sabbia accoglie piccole croci di legno su cui i fedeli lasciano scritto un loro personale pensiero. Con la Pasqua quelle croci saranno sostituite da fiori e il deserto diventerà un giardino floreale.
Il Settore apostolato biblico (Sab) della Diocesi di Padova propone, in collaborazione con Casa Madonnina di Fiesso d’Artico, quattro “coppie” di appuntamenti serali da marzo a giugno 2021, nei giorni di venerdì e sabato, a partire dai giorni 26 e 27 marzo 2021.
Sono I NOTTURNI DELL’ASCOLTO, in programma alle ore 20.45 sul canale Youtube della Diocesi di Padova, per i primi appuntamenti e poi, si spera anche in presenza.
Venerdì 12 marzo era già nell’aria il nuovo temutissimo lockdown di primavera. I ragazzi di 5a A avevano scritto a caratteri cubitali i loro nomi sull’asfalto del giardino, quasi a voler lasciare un’impronta di sé, prima di ricominciare la Dad.