Papa Francesco: alle Scuole per la pace, “la pace non è soltanto silenzio delle armi e assenza di guerra”

“La pace non è soltanto silenzio delle armi e assenza di guerra; è un clima di benevolenza, di fiducia e di amore che può maturare in una società fondata su relazioni di cura, in cui l’individualismo, la distrazione e l’indifferenza cedono il passo alla capacità di prestare attenzione all’altro, di ascoltarlo nei suoi bisogni fondamentali, di curare le sue ferite, di essere per lui o lei strumenti di compassione e di guarigione”.

Scuola e Irc. Mons. Giuliodori: “Rilanciare il patto educativo globale rischiando proposte forti e coraggiose”

Concluso a Salerno il convegno nazionale Cei Unesu-Irc. Emersa l’importanza di sviluppare alleanze e reti educative, coltivare la speranza, educare i giovani a libertà e responsabilità trasmettendo loro la capacità di vivere in prima persona. Diaco: “Farsi prossimi ai ragazzi per accompagnarli nel mondo degli adulti". Ma occorre "cambiare la narrazione sull’Irc”

Azzurra Carnelos, l’omelia di p. Rocchi: “Il suo coraggio e il suo amore lasciano un’impronta indelebile”

“Non c’è amore più grande che dare la vita!”. Sono queste le parole con cui padre Massimo Rocchi, direttore del Collegio Brandolini-Rota, ha concluso l’intensa omelia pronunciata nel duomo di Oderzo, al funerale di Azzurra Carnelos, la giovane mamma mancata prematuramente lo scorso 15 aprile (avrebbe compiuto 34 anni il 18 aprile). Durante la gravidanza si era ripresentato il tumore che sembrava sconfitto, e Azzurra ha scelto di rimandare le cure per permettere al piccolo Antonio di nascere.

Mons. Kawa: “La Chiesa fa tutto il possibile per agire al meglio”

“La Russia non è così forte come appare all'esterno”. Lo dice il vescovo ausiliare, monsignor Edward Kawa, in avvio di conversazione. L’abbiamo incontrato la scorsa settimana nell’episcopio di rito latino di Leopoli. La conversazione si concentra subito sulla guerra e i problemi da essa creata. Il presule, che è anche segretario della conferenza episcopale ucraina prova a scherzare: “Quando suona l'allarme i bambini della vicina scuola si rifugiano nei sotterranei, però si lamentano perché là non arriva la connessione del wifi”.