Pasqua 2024. Mons. Baturi (Cei): “Creare reti di amicizia dove c’è la guerra, serve una nuova immagine dell’Europa”

"La Chiesa in Italia ha raccolto questa grande consegna dalla storia e dal magistero dei Papi: essere un segno di rinnovamento e di umanità riconciliata. Tutto ciò lo esprimiamo continuamente, anzitutto nella preghiera incessante per la fine della guerra, per la pace, per la libertà, per la riconciliazione nel perdono". Parla il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi

Pasqua: la rivincita della pace

È una esperienza capovolgente, la Pasqua. È la rivincita della vita sulla morte. Il contropiede dell’amore sull’odio. Il sorpasso della pace sulla violenza. Alla presenza del Risorto il sepolcro delle nostre paure si riapre puntualmente ad una rigogliosa letizia. Ma quale Pasqua ci aspetta quest’anno? In un tempo di buio pesto come l’attuale, l’arcobaleno della pace sembra che proprio non ce la faccia a sorriderci a cielo aperto e ad abbracciare la terra, questa “aiuola che ci fa tanto feroci”. Allora: ridurremo la madre di tutte le feste a un sogno soporifero? La baratteremo come pia illusione per anime belle? No. A noi cristiani e alle donne e agli uomini di buona volontà non è dato di arrenderci

Pasqua: card. Zuppi e mons. Baturi (Cei), “arrivi presto la fine dei conflitti e si apra il tempo della fraternità”

“Stiamo sperimentando delle tenebre profondissime che avvolgono migliaia di persone, in tanti luoghi nel mondo, in particolare in Ucraina e in Terra Santa. Quanta desolazione! Non possiamo abituarci alla guerra, ai combattimenti che non risparmiano deboli e innocenti, soprattutto i bambini: dovremmo sempre guardare attraverso le loro lacrime, attraverso il pianto dei più piccoli. È da lì che capiamo tutto l’orrore e la violenza della guerra, dell’ingiustizia e quanto questo sia inaccettabile”.

Sabato santo: crediamo ancora in Gesù, Figlio di Dio?

Gesù, dopo la condanna a morte, è condotto dai soldati verso il Golgota. Lungo il cammino vi è tanta gente. Molti dei presenti lo insultano, alcuni rimangono in silenzio, altri piangono, perché hanno visto in Lui l’opera di salvezza attraverso il perdono, la guarigione, la commozione, la compassione, l’incoraggiamento

Sabato Santo: la voce del silenzio

È dal silenzio di chi ha un orecchio teso al Verbo che nasce la parola giusta e misurata. Chi non sa ascoltare non è capace nemmeno di parlare, come è evidente nel caso dei sordo-muti. Il silenzio è un cammino verso un’umanità più piena. Un uomo dallo stile silenzioso mostra tutta la grandezza della sua personalità